Android, batteria scarica? I trucchi per risolvere il provlema

Lo smartphone Android si scarica troppo velocemente? Ecco alcuni consigli e trucchi per ottimizzare il consumo della batteria

Ascoltare la musica, giocare con le applicazioni, utilizzare WhatsApp e i social media, navigare su Internet, scattare delle foto: sono solamente alcune delle azioni che possiamo fare con lo smartphone. I telefonini sono diventati dei compagni fondamentali per la nostra vita, ma ogni volta bisogna affrontare un problema di difficile risoluzione: la durata della batteria.

Nonostante gli sforzi delle aziende per aumentare l’autonomia degli smartphone, nel migliorare la tecnologia di ricarica e nell’ottimizzare i processi del sistema operativo, difficilmente si riesce a utilizzare lo smartphone per più di un giorno. Solo i dispositivi con una batteria superiore ai 5000mAh riescono ad avere un’autonomia di quasi due giorni. Una batteria così grande, però, ha diversi svantaggi: il peso dello smartphone diventa considerevole e per la ricarica sono necessarie diverse ore. Cosa fare per far durare di più la batteria dello smartphone Android? Bisogna conoscere alcuni trucchi che permettono di tenere sotto controllo la carica del dispositivo e che diminuiscono il battery drain, ossia la scarica repentina della batteria.

In pochi lo sanno, ma esiste una sezione delle Impostazioni dello smartphone Android che permette di controllare quali sono le applicazioni che consumano di più. Analizzare questa scheda permette di capire come intervenire per far durare di più la batteria. Ecco alcuni trucchi per aumentare la durata della batteria degli smartphone Android.

Come controllare quali sono le app Android che consumano più batteria

Il sistema operativo Android permette agli utenti di tenere sotto controllo quali sono le app e i componenti hardware che consumano maggiormente la batteria. Analizzando questi dati scoprirete delle informazioni molto interessanti: ad esempio, il fattore che incide di più sulla durata della batteria non è un’applicazione, bensì lo schermo.

Per effettuare il controllo dovete entrare nelle Impostazioni, premere su Batteria e poi su Totale Utilizzo (a seconda dello smartphone e dalla versione di Android che utilizzate il nome delle voci di menu potrebbe leggermente cambiare). Si aprirà una pagina con la classifica delle app che hanno consumato la batteria. Tornando alla schermata precedente, invece, troverete il tempo di utilizzo dello schermo: anche questo è un indicatore che incide sull’autonomia del dispositivo.

Trucchi per far durare di più la batteria dello smartphone Android

Ora vi forniremo alcuni semplici consigli su come ottimizzare l’utilizzo dello smartphone e far durare di più la batteria.

  • Controllate la luminosità dello schermo. Come già detto in precedenza, lo schermo è uno dei fattori principali della poco autonomia dello smartphone. In molti casi la colpa è della luminosità troppo alta. Il nostro consiglio è di attivare la luminosità adattiva dello schermo: sarà lo smartphone a variare la luminosità del display a seconda delle condizioni della luce.
  • Disattivate il GPS. Se non è strettamente necessario, disattivate il GPS dello smartphone. Averlo sempre attivo consuma la batteria e danneggia lo smarphone, facendolo surriscaldare senza nessun motivo.
  • Disattivare la rete dati e il Wi-Fi. Il discorso sul GPS, vale anche per la rete dati e per il Wi-Fi. Sebbene non siano energivori come il GPS, averli sempre accesi fa diminuire drasticamente l’autonomia dello smartphone. Attivateli solo lo stretto necessario.
  • Attivate il risparmio energetico. Oramai tutti gli smartphone Android hanno una funzionalità chiamata “Risparmio energetico“. Quando l’autonomia scende sotto il 20-15%, si attiva automaticamente il risparmio energetico che limita alcune funzionalità e disattiva le applicazione attive in background.
  • Disinstallare le applicazioni che consumano troppa energia. Se controllando le app che consumano più energia avete notato qualcosa di strano, allora dovete intervenire al più presto. Se ad esempio un’applicazione che non utilizzate mai è la causa principale del consumo di energia, vuol dire che si tratta di un virus che sta utilizzando lo smartphone per pratiche illecite. In casi del genere dovete immediatamente disinstallare l’applicazione e fare un reset del telefonino per essere sicuri che tutto torni nella norma.

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Come caricare più velocemente lo smartphone e salvare la batteria

Per ricaricare velocemente lo smartphone basta conoscere un semplice trucco: attivare la modalità aereo. Ecco come si fa su Android e iOS.

L’ultima frontiera su cui si stanno concentrando gli investimenti dei produttori di smartphone è la ricarica super-veloce. La maggior parte dei dispositivi top di gamma presenti sul mercato permettono di ricaricare la batteria in poco più di un’ora-un’ora e mezzo, ma l’obiettivo è ridurre ancora di più il tempo di attesa. Xiaomi ha sviluppato una ricarica a 100W in grado di ricaricare lo smartphone in poco meno di venti minuti, mentre Vivo, altra azienda cinese, ha presentato un caricabatterie che impiega solo tredici minuti per arrivare al 100% di autonomia. Queste tecnologie, però, hanno un grosso problema: diminuiscono la vita della batteria e alzano la temperatura delle componenti interne. Cosa fare, quindi, per ricaricare più velocemente lo smartphone?

Esiste un semplice trucco che in pochi conoscono per caricare il telefonino in poco tempo senza rovinare la batteria a litio: attivare la modalità aereo. Come si intuisce dal nome, la modalità aereo è stata sviluppata per essere attivata quando si è in volo: viene disattivata la rete mobile, il Wi-Fi e il Bluetooth in modo da non entrare in conflitto con i sistemi di bordo. Questa modalità, però, si rivela molto utile anche in altri casi: se non si vuole essere disturbati, se il telefono di è bloccato e anche per caricare più velocemente la batteria. Ecco come fare.

Modalità aereo, come ricaricare più velocemente la batteria dello smartphone

Come anticipato, il trucco per velocizzare la ricarica del telefonino è attivare la modalità aereo prima di collegare il caricabatteria. Lo si può fare sia su smartphone Android sia su iPhone: basta aprire le Impostazioni e attivare il toggle presente vicino a Modalità aereo. Il motivo per cui la ricarica è più veloce attivando la modalità aereo è molto semplice: lo smartphone non consuma batteria per collegarsi alla rete Wi-Fi o alle celle delle antenne e non riceve nemmeno le notifiche delle applicazioni social. Anche se attive in background, WhatsApp, Facebook e Instagram non consumano la carica.

Con la modalità aereo, oltre a consumare meno energia, non bisogna nemmeno utilizzare la ricarica rapida per velocizzare i tempi. In questo modo si salvaguarda la vita della pila: un voltaggio troppo alto fa aumentare la temperatura interna del dispositivo e diminuire la vita della batteria. Ricordatevi, prima di mettere sotto carica lo smartphone, attivate la modalità aereo.

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IPhone 12, niente auricolari e caricabatteria: arrivano nuove conferme

Nella scatola degli iPhone 12 mancheranno il caricabatterie e gli auricolari EarPods? Un sondaggio Apple sembra fornire nuove conferme.

Il nuovo iPhone 12 di Apple potrebbe essere venduto senza auricolari EarPods e caricabatteria. Il lancio per il nuovo smartphone di Apple è fissato per il prossimo autunno, ma negli ultimi giorni le voci sui due “assenti” nella dotazione base di iPhone 12 si fanno sempre più insistenti.

In particolare, un sondaggio lanciato da Apple ai suoi utenti sembra essere la conferma che in molti attendevano. La società di Cupertino ha chiesto ai suoi utenti cosa fanno del caricabatterie del vecchio iPhone quando lo sostituiscono con un modello più recente. E proprio le risposte al sondaggio potrebbero influenzare la decisione di Apple di applicare anche alle dotazioni di iPhone 12 il motto che la contraddistingue, “less is more”. D’altronde, sempre meno acquirenti utilizzano le EarPods in dotazione, preferendogli le AirPods wireless.

iPhone 12, niente EarPods e caricabatterie in dotazione?
Il primo a lanciare l’indiscrezione sulla presunta scelta di Apple di ridurre le dotazioni di iPhone 12 è stato Ming-Chi Kuo, le cui previsioni spesso si sono rivelate fondate. Chi compra un iPhone 12 quindi potrebbe dover acquistare separatamente sia gli auricolari EarPods, che il caricabatterie.

Sulla scelta di eliminare le cuffiette con cavo dalla dotazione, potrebbe pesare il fatto che chi utilizza un iPhone preferisca optare per le AirPods wireless, il cui costo va dai 179 ai 279 euro. Motivo per cui in pochi sentirebbero la mancanza delle EarPods nella scatola del nuovo iPhone.

Entro la fine del 2020, poi, Apple dovrebbe terminare la produzione degli adattatori da 5 W e da 18 W, oltre a lanciare un nuovo dispositivo per la ricarica da 20 W USB-C Power Delivery. Dietro alla scelta di non dotare iPhone 12 di un caricabatteria, potrebbero esserci motivazioni ambientali. Ogni anno infatti Apple vende milioni di device, con altrettanti caricabatterie che spesso non vengono utilizzati, soprattutto se il cliente dispone già del vecchio caricabatterie ancora funzionante.

iPhone 12, il sondaggio di Apple: coincidenza o conferma?
Ad alimentare i rumors in circolazione è poi un sondaggio lanciato da Apple, in cui si legge: “Il caricabatterie USB è usato per la carica dello smartphone attraverso una presa a muro. Puoi collegare il caricabatterie all’iPhone con un cavo di ricarica separato”. La società sottolinea che i due accessori sono diversi e offre sei possibili risposte tra cui scegliere:

L’ho venduto o scambiato con il mio iPhone;
L’ho perso;
L’ho regalato a un familiare o amico;
Lo uso ancora a casa;
Lo uso ancora fuori casa (a lavoro, a scuola o in altri luoghi);
Ce l’ho ancora, ma non lo utilizzo.

Proprio le risposte al sondaggio potrebbero decidere la sorte degli accessori in dotazione nella scatola di iPhone 12. Non è la prima volta che Apple chiede ai suoi utenti dei pareri sui prodotti. In passato, la società aveva lanciato un sondaggio agli utenti di MacBook Pro sulle modalità d’uso del jack da 3.5mm per le cuffie, che è ancora disponibile sul computer. La scelta di Apple di lanciare un sondaggio sul caricabatterie proprio ora che le prime indiscrezioni circolano sul web potrebbe essere solo una banale coincidenza, oppure una prima conferma sulle intenzioni dell’azienda.

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Migliori smartphone per giocare: Quale comprare?

Per farla breve, uno smartphone da gaming permette di avere in tasca un telefono performante sotto ogni aspetto. Ricordiamo sempre che questi dispositivi vengono creati col preciso scopo di fornire prestazioni al top e che – viceversa – ci sono in commercio telefoni che non rientrano nella categoria gaming, ma che possono essere utilizzati per lo scopo. Si tratta di telefoni che hanno subito un processo di ottimizzazione eccellente, e che si sono rivelati top della loro categoria sotto tutti gli aspetti o quasi.

Red Magic 5G: la novità del settore
Forse Nubia non è uno dei brand maggiormente apprezzati nel nostro paese, a causa dello strapotere di alcune majors, e del marketing non proprio eccellente. Eppure l’azienda ha sfornato in questi anni delle vere chicche tecnologiche. Per il nuovo ordinamento elettronico, ovvero il 5G, Nubia ha deciso di non rimanere indietro, e presentare Red Magic. Si tratta di uno smartphone pensato sostanzialmente per il gaming, con alcune features da vero fuoriclasse.

A partire dal processore, che ovviamente dovendo avere supporto al 5G si tratta dello Snapdragon 865. Un chipset di ultima generazione con una frequenza di clock davvero alta, che nel caso di Red Magic viene unito a 8GB di RAM e 128GB di memoria interna UFS 3.0 di ultima generazione. La velocità del processore permette anche di mantenere il refresh rate dello schermo altissimo. Red Magic 5G infatti è ad oggi lo smartphone più economico in commercio con schermo a 144hZ. Questo perché, dato che si tratta comunque di un telefono per il gaming, occorreva uno schermo che supportasse i cambi repentini di immagine, scaling e seghettatura. Lo schermo in sé per sé invece è un bellissimo pannello da 6.65 pollici AMOLED con 16milioni di colori e densità di 388ppi.

Uno schermo a doppia curvatura, con notch superiore e bordature abbastanza morbide. Il retro in ceramica e vetro lascia scoperto un back davvero appariscente, con il logo Red Magic che cambia elettronicamente la sua luce. Niente da dire anche sul comparto foto, con un obbiettivo principale da 68MP affiancato ad un grandangolo ed una lente bokeh. Red Magic 5G viene proposto a circa 700 euro, un prezzo da fuoriclasse che gli fa guadagnare almeno per il momento il titolo di smartphone da gaming più interessante del 2020, in attesa di altri modelli che usciranno nei prossimi mesi e che promettono altrettante faville.

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Motorola One Vision: economico non significa superato
Iniziamo la nostra classifica con un entry level di tutto rispetto. Motorola One Vision si presenta con un bellissimo schermo da 6,3 pollici interrotto solamente dalla capsula fotografica di Samsung incastonata all’interno del notch a goccia. Schermo ad alta risoluzione, che si spinge fino al Full HD con 16 milioni di colori e tecnologia IPS. Questo significa non solo colori vivi, ma anche un minor consumo della batteria. Completano il pacchetto un processore 8 core da 2 GHz e 4GB di RAM accoppiati a 128GB di memoria interna. Il comparto fotografico consta di un obbiettivo principale da 48MP e di un secondario frontale da 5MP.

Si tratta di un telefono completo sotto tutti i punti di vista, compresa la batteria, che è da ben 3500 mAh. Nel complesso come si comporta Motorola One Vision? Abbastanza bene anche nel gaming, nonostante la presenza di un processore buono, ma di brand Exynos. Ciò significa potenza ok, ma non sufficiente per giochi evolutissimi. Anche il processore grafico soffre un po’ e la memoria flash lagga nei momenti di massimo carico. Stiamo comunque parlando di un telefono che viene venduto a meno di 270 euro, il che lo pone in fondo alla nostra classifica come alternativa economica per chi cerca uno smartphone per giocare. Magari non il migliore, ma sicuramente ottimo per cominciare. A meno di 300 euro, un super-affare.

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OnePlus 7 Pro: una spanna al di sopra degli altri ma con riserva
Arriviamo a colui che è stato definito uno dei flagship, ovvero il nuovo modello firmato OnePlus. SI tratta del settimo modello proposto dalla startup disponibile anche in versione Pro. Non è uno smartphone da gaming, ma meritava di finire nella nostra classifica per le caratteristiche uniche nel suo genere. Si tratta di un telefono che ha fame di dati. Partiamo col bellissimo schermo da 6 pollici AMOLED Full HD, con colori belli e vivi da osservare. Notevolissima è la frequenza di aggiornamento che viene fissata dall’azienda a ben 90 Hz.

Ecco perché merita di finire nella nostra classifica! Ma non è tutto: c’è lo Snapdragon 855 a fare da timone a questa nave d’assalto, unito a 6GB di RAM e 128GB di memoria interna. Non esistono ottimizzazioni ad hoc per il gaming su questo smartphone, ma le sue caratteristiche tecniche e soprattutto l’ottimo lavoro di ottimizzazione, permettono a OnePlus 7 e 7Pro di rientrare tra i migliori smartphone per giocare sulla piazza. Viene meno di 800 euro nella versione Pro da 12/256 GB. Vale il doppio. Altrimenti c’è il One Plus 7 standard: ugualmente una bomba a 600 euro.

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iPhone XS Max: non economico ma sicuramente unico per giocare
Non è una notizia nuova che i prodotti Apple non siano il massimo per il gaming, sia in campo PC che in quello smartphone. Eppure il modello più grande diiPhone merita di finire nella nostra classifica dei migliori smartphone da gaming. Perché? Parliamo di un telefono per giocare completo sotto tutti i punti di vista, e che se anche non è stato progettato per giocare incarna dentro di sé tutte le caratteristiche che il gaming phone dei sogni dovrebbe avere. A partire dall’enorme schermo, un bestione da 6,5 pollici OLED con una densità di 446 ppi. Ciò significa che, oltre alla risoluzione alta, avremo una gamma di colori che troviamoin pochi altri telefoni. Parliamo di uno smartphone che fa dell’appariscenza la sua bandiera, e dell’ottimizzazione il suo cavallo di battaglia.

Apple ha lavorato molto su questo telefono, riuscendo a spremere al massimo il suo processore nativo, l’Apple A12 Bionic, unito a 4GB di RAM e ben 512GB di memoria interna. Come sappiamo i telefoni della mela non hanno mai avuto molta memoria RAM: questo perché l’ottimizzazione è fatta veramente bene. Perché lo possiamo considerare un gaming phone? Sicuramente per il suo bellissimo schermo che in alcun titoli come racing o sparatutto farà la differenza. Poi, come già detto, per le ottimizzazioni. Lo store Apple non abbonda di titoli, ma quelli che ci sono sono tutti molto giocabili. Apple poi, pare ci stia puntando molto sul gaming. Staremo a vedere. Viene sui 1300 euro su Amazon (dove risparmiare qualche centinaio di euro).

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Black Shark 2: lo sharnknado dei gaming phone
Arriviamo alla seconda posizione della nostra classifica dei migliori smartphone per giocare. Targato Xiaomi, il gaming phone promette di fare faville. Nonostante sia già stata annunciata la variante pro, il Black Shark 2 incarna alla perfezione lo stile di un gaming phone. A partire dal design, aggressivo e tamarro, linee spigolose verdi e nere che si intrecciano fra loro. Scatena tutta la sua potenza quando lo si spreme a dovere e il potente Soc Snapdragon 855 dà il meglio della sua fame di energia. Accoppiato a una RAM da 6GB e ad una GPU Adreno 640 di ultima generazione, Xiaomi Black Shark teme pochi rivali a confronto. L’azienda ha fatto un lavoro ottimo per quanto riguarda la modalità gioco, che sblocca tutti i moltiplicatori del processore portandolo alla massima potenza e garantendo anche una resa delle immagini high level.

Come se non bastasse abbiamo a disposizione uno schermo da 6,39 pollici Full HD AMOLED ed una risoluzione pazzesca data dal bilanciamento dei colori che Xiaomi ha studiato per questo modello. Come in ogni gaming phone che si rispetti, è possibile agire su tutte le componenti interne ed esterne, per non parlare dei vari accessori annunciati per la seconda versione, come il joystick portatile, le casse amplificate e una batteria aggiuntiva che si va a sommare ai 4000 mAh in dotazione. LED colorati sul retro ed una linea poco sobria ma bella da vedere, ne fanno un telefono per giocare adatto a chi cerca la fascia alta a un prezzo onesto.

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ASUS ROG Phone 2: lo space shuttle dei gaming phone
Siete pronti ad un viaggio siderale fra i confini della tecnologia? ROG Phone 2 è qui per dimostrarvi tutta la sua potenza. Già il primo modello di questa famiglia incarnava dentro di sé tutto ciò che si può chiedere ad uno smartphone da gaming, ed anche il modello 2019 non è certo da meno. Schermo da 6,40 pollici con risoluzione Full HD Plus, tecnologia AMOLED ed una ottimizzazione dei colori che sfiora la perfezione, questo grazie anche alla GPU performante.

La vera novità di ROG Phone 2 però è nascosta al centro del motore, perché il nuovo arrivato di ASUS è fra i primi telefoni a montare il nuovissimo Snapdragon 855 plus, una versione migliorata ed ancora più potente del precedente modello. ASUS ha lavorato sodo per rendere ROG Phone 2 il massimo della sua categoria, ed ecco che ci ritroviamo 12GB di RAM e 512GB di memoria interna che ospiteranno tutti i nostri titoli preferiti. In assoluto tra i migliori smartphone per giocare.

ASUS ha già annunciato moltissimi accessori per questo modello, fra cui spiccano il rugged LED case con batteria integrata, il nuovissimo joystick e un’unità di raffreddamento aggiuntiva. La scocca di ROG Phone 2 infatti è spessa e molto pesante, laddove vi sono state inserite ventole e dissipatori passivi per il raffreddamento. Oltre al processore di nuova generazione, ROG Phone 2 integra un display con un refresh rate che è stato portato a 120 Hz, mai visti prima di ora su un telefono. Oltre a ciò abbiamo jack audio, 4 antenne WiFi, doppia porta USB C e molto altro ancora.

Non è ancora stato definito ufficialmente il prezzo, ma ci sono già state migliaia di prenotazioni in Cina per il lancio che dovrebbe avvenire a Settembre. Uno smartphone estremo sotto tutti i punti di vista, che sia nel campo dei gaming phone che dei telefoni normo dotazione ha ben pochi rivali. Buono anche il comparto fotografico, preso di peso dall’altrettanto eccellente Asus Zenfone 6. Stay tuned.

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Quale OnePlus comprare? Recensioni e opinioni sugli smartphone flagship

In sostanza dipende sempre da ciò che vogliamo fare con il nostro smartphone, e nel parco modelli di OnePlus le scelte non mancano. Vi sono smartphone più predisposti al gaming ed altri alla fotografia. Alcuni modelli sono per i business man alla ricerca di un telefono per connettersi con il mondo, altri ancora per i millennial di nuova generazione.

Andiamo ora a scoprire quale OnePlus comprare, a seconda delle esigenze, del budget e delle caratteristiche. Troverete recensioni, opinioni e prezzo per ogni modello di smartphone. Sono tutti gli “acquistabili”, quindi nessuno obsoleto o poco consigliato. 

OnePlus 6: quando iniziò a rivoluzione di un mondo in espansione
Quando venne presentato questo modello (OnePlus 6) tutti rimasero stupefatti dalla capacità nel condensare uno schermo grande in un telefono che rimaneva di dimensioni contenute. Parliamo di un cristallo da 6, 18 pollici AMOLED con una risoluzione ampia, impreziosita da alcune opzioni presenti nelle app di sistema che garantiscono un bilanciamento dei colori straordinario ancora oggi se lo si osserva. A fare da guida a questa piccola belva di tecnologia troviamo un sOc SNapdragon 845, il sesto modello dell’azienda era infatti uno dei primi in commercio che installava il nuovo chipset prodotto da Qualcomm.

Un processore veloce, versatile e soprattutto ampiamente personalizzabile in lungo ed in largo, senza rinunciare a niente. Memoria RAM da 6GB e memoria interna da 64GB non espandibili come la tradizione dell’azienda vuole. Nonostante sia una skill che tanti utenti richiedono, ricordiamo che un telefono dotato di singola memoria ha sicuramente una marcia in più e la fluidità generale ne giova appieno. Comparto fotografico discreto con doppio obbiettivo grandangolare e classico, ed una registrazione video che arriva fino al 4K. Nonostante i modelli successivi, ancora oggi OnePlus 6 continua a vendere tanto, forse per il suo prezzo che nel tempo è sceso arrivando a meno di 450 euro, il che considerando hardware e possibilità lo rendono un vero affare. Bellissima la versione Rossa.

OnePlus 6T: la rivoluzione continua
Come accade ormai dal quinto modello, OnePlus ogni anno sforna due telefoni, con caratteristiche simili. Una scelta in stile Apple, per intenderci. La versione T del OnePlus 6 si differenzia dal precedente per alcune skills in più, dato che la base è la medesima a livello di chipset, comparto fotografico e memoria flash. Aumenta però la memoria interna che arriva a 128GB comunque non espandibili. Ciò che invece rende unico questo smartphone OnePlus è lo schermo, dato che arriva a 7 pollici con risoluzione Full HD Plus. Buona l’introduzione del notch a goccia nella parte superiore del telefono.

Il risultato è un cristallo davvero bello da vedere, con un bilanciamento altrettanto stupefacente ed una resa finale incredibile. Non cambia neanche il comparto foto ne tantomeno la base di OS e personalizzazione. E’ dunque una versione rivisitata e corretta del modello base. Il risultato ai tempi (2018) fu ottimo, dato che OnePLus 6T vendette molte più unità rispetto al suo fratello minore. Perché comprare il OnePlus 6T oggi? Per trovarsi fra le mani una macchina che offre per circa 500 euro un’esperienza che difficilmente si dimentica se la si prova una volta nella vita. E’ lo smartphone OnePlus da comprare? Può essere una buona opzione, per chi volesse risparmiare sul prezzo d’acquisto, accaparrandosi un device ancora aggiornatissimo. 

OnePlus 7: quando perfezione significa standard alti
Se vi state chiedendo quale OnePlus comprare e siete amanti della velocità, allora il settimo modello fa al caso vostro. Non è uscito moltissimo tempo fa ed ma è già stato superato da modelli successivi. Rimane il fatto che questo OnePlus 7 è uno dei flagship della scorsa generazione. Uno dei primi telefoni al mondo che ebbe il coraggio di testare a fondo il nuovissimo chipset di Qualcomm, lo Snapdragon 855, allora in fase di pre release quando l’azienda cinese decise di installarlo sui propri telefoni. Uno smartphone completo sotto tutti i puti di vista, che affianca al bellissimo e potente processore una memoria flash da 6 GB e una memoria interna da 128 come vuole la tradizione.

La cosa che lo rende ancora più interessante è la GPU, una Adreno 640, il top della nuova generazione e che merita sicuramente una menzione. Come la merita lo schermo, un cristallo da 6, 41 pollici con una diagonale sorprendente e con un bilanciamento automatico pazzesco. Come se non bastasse questo OnePLus 7 è anche dotato di uno schermo borderless che viene completato nella parte superiore da un notch a goccia. Look minimal molto bello da vedere.

Comparto fotografico con triplo obbiettivo di produzione Sony (che ricordiamo, sta diventando il top sulle fotocamere mirrorless), stabilizzazione ottica ed automatica, HDR di discrete proporzioni. Una delle pecche, forse la più grande è la batteria, da soli 3400 mAh, nonostante sia presene l’ormai famoso DASH Charge, ovvero il super caricatore brevettato dall’azienda che assicura il 75% della ricarica completa in mezz’ora totale. Un telefono per chi ama osare, disponibile in varie colorazioni e che oggi si trova a prezzi abbordabili rispetto alla sua data di uscita.

OnePlus 7T: credevate di esservi liberati di loro eh?
Ovviamente come per ogni generazione di Oneplus, viene rilasciata una versione aggiornata. Nel caso del settimo, è quella di cui parleremo adesso. Abbiamo di fronte una sincera miglioria del telefono precedente, anche se le differenze come in ogni variante T non sono totali. E’ un telefono dedicato a chi con gli smartphone ci lavora e ha necessità di una macchina affidabile, durevole nel tempo e che non abbia troppi lag. A bordo abbiamo sempre lo Snapdragon 855 ma che viene affiancato da 8GB di RAM e 256GB di memoria, anche in questo caso non espandibili.

Non cambia lo schermo, anche se il cristallo aumenta a 6,55 pollici con un rapporto quasi totale e che lo rende bellissimo. Aumenta il comparto foto, grazie ad un sensore principale da 48MP che viene stabilizzato sia otticamente che digitalmente. Registra video in 4K a 60 fps totali, quindi ottimo anche per gli streamers o per i videomaker. Peccato solo per la batteria ridotta, dato che siamo sempre sui 3800 mAh, ci saremo aspettati decisamente di più. L’azienda ha specificato che le dimensioni della batteria sono state scelte per rendere il telefono il più sottile possibile. Si tatta sicuramente di uno smartphone completo sotto ogni aspetto, e se vi state chiedendo quale OnePlus comprare se siete fan dell’hardcore using per il vostro device, allora siete sulla strada giusta.

OnePlus 7T Pro: non c’è due senza tre
Quando venne annunciato questo telefono, tutti quanti si chiesero il motivo di questa scelta, considerando che l’azienda non ha mai rilasciato più di due telefoni alla volta. La giustificazione è derivata da Qualcomm, che ha rilasciato una versione aggiornata del suo 855, chiamandolo 855 plus. OnePlus, che ha accordi con l’azienda ha preferito creare una sorta di versione upgade di uno smartphone che a sua volta era un upgrade. Ci fu non poca polemica da parte degli utenti che si sono visti presentare un modello simile poco dopo l’uscita del OnePlus 7T classico, ma comunque molte vendite.

Come è logico, a bordo troviamo il nuovissimo chipset e poco altro di nuovo. Non cambia la memoria flash (rimane ad 8GB), né la memoria interna da 256GB totali e tantomeno il reparto fotografico col suo bellissimo sensore da 48MP. Cambia però lo schermo che diviene un 6, 85 pollici, ma vanta il Fluid AMOLED. Si tratta di una nuova tecnologia (già copiatissima) che non solo ha un refresh molto più ampio, ma anche una gamma di colori unica al mondo, paragonabile a quella di alcuni televisori. Viste le migliorie e la capacità energivora maggiore del processore, OnePlus ha pensato di aumentare anche la batteria che passa a 4085 mAh.

Viene quasi da pensare che questo dovesse essere il “7T classico”! Tuttavia, almeno al momento, se vi chiedete quale OnePlus comprare per avere un telefono duraturo, con aggiornamenti garantiti ed una usabilità all’avanguardia, allora 7T Pro è il giocattolo che fa per voi. Però diciamocela tutta. Gli altri modelli, non sono davvero da meno. Dal OnePlus 6 in avanti, andate tranquilli con l’acquisto.

Oneplus 8: Quest’anno hanno fatto centro!
Il nuovo flagship di OnePlus promette di fare faville, specialmente per alcune caratteristiche mirate. Come base di partenza abbiamo un processore Snapdragon 865, il che significa supporto al 5G che molti utenti aspettavano. Affiancato a 8GB di RAM e 128GB di memoria interna non espandibili (come da tradizione OnePlus). Bellissimo lo schermo da 6,55 pollici Fluid AMOLED con risoluzione QHD. La novità è la possibilità di settare la frequenza del dispositivo fino a 120Hz, il che lo rende ottimo anche per il gaming e per le situazioni di stress intenso. Retro in alluminio satinato disponibile in diversi colori. Il Oneplus 8 “liscio” ha un sensore di impronte digitali sotto al display, bordi curvi per rendere il tutto più omogeneo, e nessun notch. La fotocamera frontale è incastonata in un foro.

Grazie a queste migliorie OnePlus 8 ha ottenuto la certificazione IP68, rendendolo resistente ad acqua e polvere. Per quanto riguarda il comparto fotografico, che è sempre stato il neo dell’azienda, abbiamo un sensore principale da 48MP affiancato ad un grandangolo da 16MP e ad una terza fotocamera per effetto sfumato da 2MP. Ottimo anche l’obbiettivo frontale da 16MP. Un telefono che non bada molto a compromessi, con la sua connettività LTE ad alta velocità, supporto al 5G grazie e una doppia banda WiFi ad alta efficienza. Si alza notevolmente anche il prezzo rispetto ai precedenti modelli, ma stiamo parlando di un telefono top di gamma da qualunque punto di vista lo si guardi. Viene venduto a circa 800 euro totali, un prezzo che non era mai stato raggiunto dall’azienda per il suo modello base, ma il balzo in avanti è evidente.

OnePlus 8 Pro: Quel quid in più che fa la differenza
La variante Pro di questo nuovo modello OnePlus è privo di qualsiasi compromesso. Parliamo di uno dei flagship più potenti di quest’anno. L’azienda si è messa al pari con Samsung, Huawei ed altri competitor molto più grandi. Ormai sono lontani i tempi in cui era solamente una startup che commercializzava telefoni tramite invito ufficiale. La variante Pro ha a bordo un processore Snapdragon 865 come la versione classica, ma viene in questo caso affiancato a 8 o 12GB di RAM ed a 128 o 256B di memoria interna UFS 3.0 non espandibile. La variante più potente è davvero fuori dagli schemi, una velocità ed una fluidità di memoria mai vista prima.

Il display da 6,78 pollici QHD può essere settato fino a 120Hz di frequenza, ideale per i momenti di gioco intenso o per chi opera hardcore using diverse volte al giorno. La frequenza di aggiornamento non inficia negativamente sulla batteria da 4510 mAh, che ha anche la ricarica rapida da 30W, una ricarica Dash specifica progettata da OnePlus, e infine una ricarica inversa da 3W che gli permette di ricaricare wireless altri dispositivi condividendo la propria energia. Migliorato notevolmente il comparto fotografico, con un obbiettivo principale da 48MP, affiancata ad un grandangolo da 16MP, una fotocamera con zoom 3x da 8MP e un filtro colore da 5MP. Un quadruplo obbiettivo in cui gli scatti si vedono in positivo: le foto sono davvero belle da guardare! Ottimo anche l’obbiettivo frontale da 16MP.

Anche l’8 Pro ha ottenuto la certificazione IP68 per la resistenza a polvere ed acqua, ed il retro in alluminio satinato lo rende anti impronte se scelto nella colorazione giusta. Ahimè si sale notevolmente di prezzo per questo modello, specialmente per la variante 12/256GB che supera i 1000 euro di spesa. Una notizia che ha fatto storcere il naso a molti appassionati del brand, che speravano come sempre in un prezzo competitivo. Abbiamo però di fronte un vero telefono di fascia alta, che non ha compromessi. In passato OnePlus aveva rinunciato ad alcuni elementi per avere il costo più basso, ma in questo caso anche solo il processore con supporto a 5G viene fatto pagare caro da Qualcomm. 

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Smaltimento Rifiuti Speciali: Come Riciclare Smartphones e Tablet

I dispositivi mobili più avanzati sono ormai parte integrante delle dotazioni hi-tech di ognuno di noi, un dato indiscusso legato al fatto che ormai anche i prezzi dei tablet sono sempre più bassi grazie all’aumento della richiesta da parte dei consumatori.

Non esitiamo quindi più ad acquistare sempre il modello più recente dei marchi di ultima tendenza, tra i quali in questo ultimo periodo rientrano i due colossi Samsung ed Apple. Ma cosa fare quando si rompono?

Vediamo velocemente come avviene lo smaltimento dei rifiuti speciali.

Rotto il dispositivo e poi?
Ma cosa accade ai nostri smartphone e tablet una volta concluso il loro ciclo di vita? Qual è il loro destino oltre la discarica?

Si è posta questa domanda Adèle Thorens, rappresentante del principale partito ecologista svizzero, partendo da un sondaggio secondo il quale nello stato elvetico quasi il 60% delle persone possiede uno smartphone, mentre almeno il 27% degli intervistati possiede un tablet.

Colpa soprattutto dei produttori
Dispositivi di cui non si può fare a meno ma che hanno un grosso difetto: in caso di guasti costa più ripararli che acquistarli nuovi.

Questo significa che al primo malfunzionamento tablet e smartphone finiscono dritti dritti in discarica e noi corriamo subito a comprarne uno nuovo.

Un modello che fa la felicità delle case costruttrici ed un po’ meno del nostro ambiente.

Per esempio, nel Marco Polo Shop i prezzi dei tablet partono dai 150 Euro mentre la riparazione di uno schermo rotto può costare anche di più quando è fuori garanzia, cioè nel caso linkato 289 Euro se si incarica la Apple con la riparazione o dai 170 Euro dando il dispositivo ad altre aziende che offrono questo servizio.

Lo smaltimento dei rifiuti speciali
Nella migliore delle ipotesi finiscono in fabbriche del riciclo in Cina, dove i lavoratori vengono esposti ad agenti patogeni senza alcun riguardo nè per la loro sicurezza nè tantomeno per i loro diritti sindacali.

Come si potrebbe fare meglio?
Quale sarebbe la giusta alternativa? Prevedere per questi dispositivi percorsi di riciclo organizzati che ad esempio puntino a recuperare le batterie agli ioni di litio altamente inquinanti, e provino a dare nuova vita al silicio ed ai metalli come lo stagno e l’alluminio.

Anche i display si prestano ad avere nuova vita in sviluppi commerciali; sia per quelli costituiti da celle LCD sia per quelli ad AMOLED che peraltro non richiedono retroilluminazione ed hanno quindi minori consumi energetici, possono essere riutilizzati per la produzione di schermi per prodotti di fascia più bassa.

Un’ulteriore dimostrazione di come il riutilizzo sia in grado di conciliare le esigenze industriali con le nuove filosofie che puntano alla riduzione dell’impatto ambientale dei nostri stili di vita.

Purtroppo ormai si è creata una società abituata al “usa e getta”, che dovrebbe essere cambiata profondamente a partire dalle aziende che producono i dispositivi da noi tanto amati. Per la produzione inoltre, c’è bisogno assoluto di terre rare, che come ci dice il nome, non sono materiali inesaurabili.

Perciò, già per il fatto che un giorno le terre rare saranno finite, dobbiamo trovare nuovi modi di riciclo – altrimenti richiamo in un futuro non tanto lontano di rimanerne senza, oltre ad aver inquinato in modo irreversibile il nostro ambiente.

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Come Aumentare la Durata dellaBatteria del Portatile?

Volete conoscere come aumentare la durata della batteria del portatile?
Qui di seguito leggerete una serie di trucchi e regole per il perfetto funzionamento della batteria, per una lunga durata nel breve e lungo periodo, facendo aumentare la durata della batteria del portatile in maniera considerevole.

Ecco alcuni punti per aumentare la durata della batteria del portatile in modo da ottenere il massimo in termini di autonomia, prestazioni e vita utile dell’accumulatore.

1. La prima carica è importante.
Le moderne batterie al litio non soffrono di effetto memoria, ovvero non riducono la propria capacità se non le si carica e scarica completamente. Per ottenere, però, le migliori prestazioni i produttori continuano a consigliare una prima carica di circa 18 ore, e questo vale sia per i notebook che per i cellulari e palmari. L’esperienza insegna che seguire questo consiglio ha reali effetti positivi

2. Non caricare inutilmente.
Dopo la prima carica, in quelle successive è invece importante non lasciare inutilmente in carica la batteria quando è già completamente ricaricata, per due motivi: il primo è che questa operazione stressa la batteria sottoponendola a continue microricariche e, come non tutti sanno, le batterie dopo 100-500 ricariche sono da buttare! Il secondo è che ciò surriscalda la batteria, cosa che alla lunga può danneggiarla.

3. Non usare il portatile con batteria e corrente assieme
Non è bene usare il portatile collegato alla corrente con la batteria inserita, anche se essa non è completamente carica, perché ciò sottopone la batteria ad un eccessivo surriscaldamento. Dunque, a meno che non sia indispensabile ricaricare la batteria mentre stiamo usando il pc, la cosa migliore è togliere la batteria mentre lo si usa con la corrente. Attualmente la cosa è possibile nella maggioranza dei portatili, si deve però fare attenzione a non toccare i contatti del vano batteria mentre si è collegati alla rete elettrica.

4. Ogni tanto lasciare scaricare completamente la batteria
Anche se le attuali batterie non soffrono di effetto memoria, per la massima durata è comunque buona regola lasciarle scaricare del tutto periodicamente. La cosa è dimostrata dal fatto che in alcuni portatili Macintosh c’è un sistema che verifica da quanto tempo non si scarica completamente la batteria: se è passato molto tempo la batteria viene lasciata scaricare prima di iniziare la ricarica, anche se si collega l’alimentatore.

5. Evitare gli stress termici.
Al fine di aumentare la durata della batteria del portatile devi sapere che ogni batteria contiene elementi chimici sensibili agli stress termici, dunque per non ridurne la vita,è meglio evitare sbalzi, freddo e caldo intensi. Addirittura c’è chi mette le batterie in freezer per conservarne la carica, ma se è vero che con il freddo la carica si mantiene più a lungo, il congelamento può invece rovinare irrimediabilmente la batteria. Lasciare una batteria al sole, invece, può essere anche pericoloso per il rischio di esplosioni.

6. Non strofinare i contatti.
I contatti elettrici delle batterie sono delicati: non bisogna, quindi, mai strofinarli, tanto meno con tessuti come lana e sintetici; infatti, l’elettricità generata può letteralmente fulminare i componenti elettronici di controllo contenuti nella batteria, rendendola inservibile. Infatti una batteria per notebook non è come una pila stilo: include anche componenti elettronici che comunicano al computer lo stato di carica.

Evitare anche di tenere in tasca le batterie di cellulari e pda: potrebbero danneggiarsi per lo strofinio sul tessuto della tasca o entrando in contatto con chiavi e oggetti metallici.

Alcuni trucchi per aumentare la durata della batteria del portatile

Qui di seguito ho raccolto un pò di trucchi per aumentare la durata della batteria del portatile, sono estremi e di certo ridurrebbero di molto le potenzialità dei notebook moderni: si devono quindi intendere solo come una soluzione estrema da applicare nel caso in cui si sia a corto di batteria.

▶Impostare il sistema per spegnere lo schermo lcd retroilluminato del notebook dopo 2-3 minuti di inutilizzo; non usare il salvaschermo, specie se animato e 3D, ma spegnere completamente il display
▶Il lettore DVD consuma molta energia: evitare di usarlo e se c’è un disco rimuoverlo, in modo da evitare le “ripartenze” della rotazione del disco che avvengono ogni volta che si apre Esplora risorse o si salva un file.
▶Togliere le periferiche superflue, come schede PC CARD, webcam, le chiavette USB e i dischi rigidi esterni che scaldano e consumano più energia di quanto non si creda. Scollegare anche il mouse usb, soprattutto se ottico ed usare il TouchPad.
▶Disattivare, se non usati, i moduli Wireless e Bluetooth.
▶Non riavviare Windows visto che questa operazione consuma molta energia (la raccomandazione è valida soprattutto se si ha poca batteria).
▶Evitare qualunque tipo di gioco 3D e la riproduzione di filmati. Se si usa il portatile per vedere i filmati, il consiglio è quello di codificarli in Mpeg-2 invece che DivX: infatti gli Mpeg-2 occupano più spazio, ma impegnano il processore meno della metà dei DivX.
▶Se non servono, spegnere gli altoparlanti.
▶Chiudere tutte le applicazioni in background che si pensa non siano utili.
▶Disabilitare il salvataggio automatico di applicazioni come Word od Excel, in modo da evitare il continuo ricorso al disco rigido per i salvataggi periodici.
▶Usare lo standby solo se non si usa il notebook per 10-15 minuti, altrimenti usare l’ibernazione che, oltre ad essere più sicura (visto che salva lo stato del computer su hard disk), azzera i consumi spegnendo tutto. L’ibernazione non appare tra le opzioni di spegnimento del menu Start di Windows XP, ma appare se si tiene premuto il tasto MAIUSC.
▶In generale gli ambienti caldi tendono ad accorciare la durata della batteria, e una lunga esposizione alla luce diretta del sole può perfino farla esplodere. Evitare anche di tenere il notebook in grembo o sulle gambe: un notebook bollente a contatto con il corpo dissipa male e consuma di più. Appoggiarlo su un tavolo.

Come capire le caratteristiche di una batteria

E’ molto importante al fine di aumentare la durata della batteria del portatile essere a conoscenza delle caratteristiche tecniche della nostra batteria presente nel nostro portatile.

Nei dati tecnici di un notebook per quanto riguarda la batteria viene solitamente indicata la carica disponibile in mAh, ovvero quanta corrente in milliampere (unità di misura dell’intensità di corrente) è teoricamente disponibile in un’ora di tempo. Questo dato è però teorico, perché in realtà il dato solitamente non viene misurato scaricando la batteria in un’ora, poiché richiederebbe una scarica troppo rapida, ma in 20 ore. In ogni caso, con buona approssimazione una batteria da 1.000 mAh è in grado di fornire 100 mA di corrente per 10 ore, o 200 mA per 5 ore, e così via.
Dunque per poter conoscere l’autonomia consentita da una batteria non basta sapere di quanti mAh dispone, ma è necessario anche conoscere quanti mA all’ora consuma il dispositivo che la utilizza. Ad esempio una batteria da 4.000 mAh durerà 4 ore in un portatile a basso consumo, che utilizza solo 1 Ampere all’ora, mentre durerà solo 2 ore in un portatile “desktop replacement” con grande schermo che consuma 2 Ampere all’ora.

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Quanto spesso caricare la batteria del cellulare / portatile per prolungarne la durata?

Smartphone e computer portatili hanno batterie agli ioni di litio che, nonostante tutte le precauzioni e nonostante gli annunci di lunga durata, si scaricano sempre troppo in fretta.

Si sentono in giro molte teorie su come mantenere la carica massima nelle batterie di tutti i dispositivi elettronici: chi dice che la carica deve rimanere sempre tra il 40% e l’80%, chi dice che deve essere scaricata completamente per poi caricarla al 100% e cosi via.

Qual’è quindi il giusto modo di caricare la batteria del cellulare o del portatile per prolungarne la durata il più possibile?

Come già spiegato nell’articolo su come conservare carica nelle batterie di dispositivi elettronici, c’è molta confusione intorno a questo problema, soprattutto perché le batterie agli ioni di litio sono diverse dalle vecchie batterie a base di nichel (che soffrivano del brutto effetto memoria non presente invece nelle batterie agli ioni di litio).

Vero è che caricare troppo spesso o in modo sbagliato una batteria può diminuire la durata della vita.

La maggior parte delle batterie al litio dovrebbe durare un paio di anni prima di notare vistosi cali di prestazioni, ma se vengono usate male possono deteriorarsi molto prima e scaricarsi sempre più velocemente.

Grosso modo, per rispondere alla domanda del titolo su quanto spesso bisogna caricare la batteria agli ioni di litio del cellulare, del portatile o di qualsiasi altro dispositivo elettronico è importante seguire certe regole di mantenimento.

1) Scarichi parziali
Invece di lasciare che la batteria si scarichi a 0%, anticipare la ricarica quando la carica residua segnalata va sotto il 50%.

Com’è scritto sul sito Batteryuniversity, una scarica parziale riduce lo stress e prolunga la durata della batteria.

Idealmente bisognerebbe evitare che la batteria si scarichi completamente se si vuole che essa mantenga una certa durata.

2) Ricarica mai al massimo
Può poi sorprendere il fatto che una batteria al litio non ha bisogno di essere caricata al 100%

In realtà, sarebbe preferibile mantenere la regola del 40% – 80%, cercando di evitare che essa vada oltre l’80% di carica e il 40% di scarica.

Quando possibile, mantenere tale intervallo può prolungare la vita della batteria del cellulare o del portatile al massimo possibile.

Se poi si lasciasse il cellulare in carica fino al 100%, sarebbe il caso di scollegarlo dal caricabatterie (cosa che non fa nessuno, soprattutto se si usa caricare il cellulare di notte).

Per i computer avevo già risposto alla domanda: “Si rovina la batteria del portatile se rimane sempre attaccata?”.

3) Scaricare completamente la batteria una volta al mese.
Anche se abbiamo detto che sarebbe meglio non far scaricare mai la batteria per prolungarne la durata, conviene farlo ogni tanto per motivi di ricalibrazione.

Le batterie moderne sono abbastanza intelligenti da sapere quanto manca alla fine della carica(es. 2 ore, 15 minuti ecc.).

Questa funzionalità può perdere di precisione dopo diversi scarichi superficiali.

I produttori di batterie raccomandano quindi di scaricare completamente la batteria una volta al mese per assicurarsi che il conto della carica residua sia accurata.

4) Tenere la batteria al fresco
Anche di questo avevo già parlato nella guida su come conservare la carica nelle batterie spiegando quanto il calore le rovina.

Tenendo a mente questi consigli, cercando di seguirli quando possibile, la batteria durerà complessivamente più a lungo.

Non è davvero necessario svegliarsi la notte per staccare il caricabatterie dopo un po’ di ore di ricarica e nemmeno correre a caricare il cellulare quando la batteria scende sotto il 40%, ma se si sta a casa e si ricorda questo articolo, allora qualcosa si può fare.

Alla fine comunque dopo due anni o poco più qualsiasi batteria andrà a deteriorarsi e, progressivamente, diminuire la sua durata in qualsiasi caso.

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PC lento? Ecco Cosa Fare per Velocizzare Windows Gratis

Se all’avvio del sistema operativo Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Windows 8.1 o Windows 10 comincia a dare strani segni di rallentamento, eccoti allora un apposito articolo che ti permetterà di capire cosa fare per velocizzare il tuo PC lento tramite alcuni semplici accorgimenti.

PC LENTO? ECCO COSA FARE PER VELOCIZZARE WINDOWS GRATIS
Per velocizzare un computer lento non è necessario spendere per forza dei soldi ma basta solamente seguire qualche semplice consiglio. Pertanto, eccoti una breve lista di accorgimenti che ti permetteranno subito di aiutarti.

ELIMINA TUTTI I PROGRAMMI INUTILI DAL PC LENTO
Per cercare di velocizzare un PC lento per prima cosa dovresti eliminare tutti i programmi inutili che ci sono installati. Se tuttavia non sapessi quali programmi eliminare, ti basterà allora installare un particolare software gratuito, chiamato Should I Remove It?, che in breve tempo ti aiuterà nel compiere questa semplice operazione. Appena avviato, Should I Remove It? effettuerà infatti una particolare scansione di tutti i programmi installati sul tuo computer con il solo scopo di mostrarti, per ognuno di loro, un certo numero di piccole stelle colorate assieme ad un determinato valore espresso in percentuale, in maniera tale da farti facilmente capire quali siano quei programmi di cui puoi fare benissimo a meno. Per sapere se ti conviene o meno disinstallare un determinato programma, non dovrai fare altro, quindi, che cliccare sulla voce What is it?, la quale ti consentirà di ottenere delle ulteriori informazioni proprio su quel particolare software. Se comunque volessi sapere come utilizzare al meglio Should I Remove It?, potresti anche dare un’occhiata a questa apposita pagina.

Molti dei programmi installati sui sistemi operativi Windows vengono purtroppo avviati in maniera del tutto automatica, consumando dunque preziose risorse del PC, sia hardware che software, e rendendo di conseguenza il computer molto più lento del solito. Per disabilitare l’avvio automatico di tutti o parte di questi programmi, e velocizzare pertanto l’esecuzione dell’intero sistema operativo, ti basterà semplicemente utilizzare un particolare software gratuito chiamato Soluto. Questo programma, infatti, in men che non si dica, ti permetterà sia di gestire l’avvio del tuo sistema operativo Windows, sia di individuare quali sono tutti quegli elementi che lo rallentano eccessivamente. Se comunque volessi avere maggiori informazioni su come utilizzare Soluto, potresti anche consultare questo semplice articolo.

CANCELLA I FILE CHE NON TI SERVONO PIÙ
Purtroppo Windows non memorizza soltanto qualsiasi cosa che fai sul tuo computer, ma purtroppo anche tanti altri file temporanei che, col passare del tempo, possono inutilmente occupare prezioso spazio sul tuo hard disk e, contemporaneamente, rendere il tuo PC molto più lento rispetto a quanto non sia già di solito. Per cancellare perciò questi inutili file temporanei, senza far ricorso ad alcun programma aggiuntivo, ti basterà solo utilizzare uno specifico strumento già integrato nel tuo sistema operativo Windows che prende il nome di Pulizia disco. Appena avviato, Pulizia disco analizzerà infatti tutti i file temporanei che sarà possibile innocuamente eliminare dal tuo computer. Una volta completata questa semplice analisi, non dovrai fare altro, dunque, che selezionare il maggior numero di voci possibili, dopodiché dovrai semplicemente premere sul pulsante OK. Sui sistemi operativi Windows più recenti, una volta aperto Pulizia disco, sarà inoltre possibile trovare un’altra preziosa voce chiamata Pulizia file di sistema che, dopo aver fatto un’ulteriore analisi del tuo computer, ti consentirà di eliminare altri inutili file temporanei.

Quando installi e poi disinstalli un determinato programma sul tuo computer, nel cosiddetto registro di Windows vengono automaticamente lasciate delle tracce superflue, chiamate chiavi di registro, che non fanno altro che destabilizzare il tuo computer compromettendone il corretto funzionamento. Per risolvere questo fastidioso problema, ti basterà semplicemente disinstallare i programmi che non vuoi più utilizzare mediante un apposito strumento di rimozione gratuito chiamato IObit Uninstaller.

DEFRAMMENTA PERIODICAMENTE L’HARD DISK
Mano a mano che passa il tempo, tutti i file che si trovano sull’hard disk del PC vengono automaticamente sempre più frammentati, rendendo di conseguenza il computer molto più lento del dovuto. Per mantenere in forma l’hard disk del tuo PC è quindi molto importante eseguire periodicamente la cosiddetta deframmentazione che non fa altro che riunire tutti quei file che col passare del tempo sono stati frammentati. Oltre ad utilizzare la deframmentazione già integrata nel tuo sistema operativo Windows, potresti però anche provare ad utilizzare un altro apposito programma di deframmentazione, completamente gratuito, chiamato Auslogics Disk Defrag Free. Se volessi avere maggiori informazioni su come utilizzare questo interessante software gratuito, potresti comunque dare un’occhiata a questo semplice articolo.

UTILIZZA READYBOOST SUL PC LENTO
Se per caso utilizzi Windows Vista, Windows 7, Windows 8.1 o Windows 10, e vorresti velocizzare il tuo PC lento senza spendere neanche un centesimo, ti basterà allora utilizzare una speciale funzionalità già integrata nel tuo sistema operativo Windows, che prende il nome di ReadyBoost, la quale, in poche parole, trasformerà una comune unità flash USB in ulteriore memoria RAM a disposizione per il tuo computer. Questo però a patto che sulla pen drive USB ci sia almeno 1 GB di spazio disponibile e che, contemporaneamente, sul tuo PC ci siano le porte USB in versione, almeno, 2.0. Una volta appurato questo, per sapere come utilizzare ReadyBoost su Windows Vista, Windows 7, Windows 8.1 o Windows 10, non dovrai fare altro che consultare questo apposito articolo.

Infine, forse già lo sai, ma se sul tuo computer è installato Windows 7 potresti anche tentare di velocizzare ulteriormente il PC disabilitando i numerosi effetti visivi di cui Windows 7 è dotato. Per mettere in pratica una cosa del genere, clicca quindi sul menu Start, scrivi modifica l’aspetto, scegli Modifica l’aspetto e le prestazioni di Windows, poi seleziona Regola in modo da ottenere le prestazioni migliori, e infine clicca sul pulsante Applica. Anche se banali, seguendo tutti questi semplici consigli, la prossima volta che vorrai saprai immediatamente cosa fare per velocizzare il tuo PC lento.

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Pulire il PC in Maniera Automatica

Pulire il PC è indispensabile per prevenire rallentamenti e mantenere il computer veloce ed efficiente. Tuttavia non sempre si può, o ci si ricorda, di pulire il PC e quindi, con il passare del tempo, il computer incomincia nuovamente a rallentare. Per cercare di risolvere questo problema una volta per tutte, eccoti perciò un apposito articolo nel quale andrò a spiegarti come pulire il PC in maniera automatica.

COME PULIRE IL PC IN MANIERA AUTOMATICA
Per pulire il PC in maniera automatica dovrai innanzitutto accertarti di utilizzare un account con privilegi amministrativi. Successivamente, una volta installato sul tuo PC un programma come CCleaner, dovrai configurare quest’ultimo scegliendo le impostazioni che più preferisci, recarti poi nel menu Opzioni, quindi nel sottomenu Avanzate, dopodiché dovrai controllare che ci sia una spunta accanto alla voce Salva tutte le impostazioni nel file INI. Fatto ciò potrai mettere in pratica la seguente procedura che ti permetterà di far pulire il PC in maniera completamente automatica:

  1. prima di tutto clicca sul pulsante Start, poi scrivi utilità di pianificazione, e successivamente premi il tasto Invio;
  2. clicca ora sul menu di sinistra chiamato Libreria Utilità di pianificazione;
  3. dal menu che compare sulla destra della finestra, clicca adesso su Crea attività di base…;
  4. una volta aperta la procedura guidata per la creazione di un’attività di base scrivi un nome qualunque, ad esempio Pulizia settimanale CCleaner, dopodiché clicca su Avanti;
  5. seleziona adesso quante volte vorresti che la pulizia del PC venisse effettuata. Ad esempio, seleziona Ogni settimana per far sì che CCleaner venga avviato con cadenza settimanale;
  6. dopo aver premuto su Avanti, a questo punto dovrai inserire il giorno e l’ora della prima pulizia da far fare al PC. Successivamente dovrai specificare sia il giorno che la ricorrenza delle future pulizie da far fare al tuo PC;
  7. dopo aver premuto di nuovo su Avanti, adesso dovrai specificare quale sarà l’azione che dovrà essere eseguita di volta in volta tramite l’operazione pianificata. Seleziona quindi Avvio programma, dopodiché clicca su Avanti;
  8. clicca ora sul pulsante Sfoglia… e recati poi nella cartella contenente l’eseguibile di CCleaner, che solitamente è possibile trovare o in C:\Program Files (x86)\CCleaner o in C:\Program Files\CCleaner. Una volta giunti nella cartella di installazione di CCleaner, dovrai semplicemente cliccare due volte o sul file CCleaner.exe o, qualora tu stessi utilizzando una versione a 64 bit di Windows, sul file CCleaner64.exe;
  9. adesso nel campo Aggiungi argomenti (facoltativo): scrivi /auto e poi clicca su Avanti;
  10. metti ora una spunta a fianco Apri la finestra di dialogo Proprietà quando viene scelto Fine e clicca quindi su Fine;
  11. a questo punto dovrai semplicemente mettere una spunta a fianco ad Esegui con i privilegi più elevati, dopodiché dovrai confermare questa scelta premendo su OK. Prima di cliccare su OK, volendo, potrai però modificare anche qualche ulteriore impostazione.

Una volta messa in pratica questa procedura il tuo sistema operativo Windows avvierà in automatico CCleaner per poi eseguire una pulizia del PC come precedentemente impostato nel programma stesso. Se casomai il tuo computer non dovesse essere aperto all’avvio dell’operazione pianificata, tieni comunque presente che la pulizia del PC verrà rimandata ed eseguita non appena sarà possibile. Inoltre, sebbene sia riferita ai sistemi operativi da Windows Vista in poi, la suddetta procedura può tranquillamente essere applicata anche per tutti quei sistemi operativi ancora più vecchi, come ad esempio Windows XP, solamente che i nomi dei menu e/o delle impostazioni saranno leggermente diversi rispetto a quelli sopraindicati. Arrivati dunque a questo punto dovresti aver finalmente capito come pulire il PC in maniera automatica.

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