Galaxy A70, smartphone economico con superbatteria

Non si fermano le indiscrezioni sugli smartphone Samsung in uscita nei prossimi mesi. L’azienda sudcoreana è attiva su più fronti: i nuovi Galaxy S10 che arriveranno il 20 febbraio insieme al Galaxy F, il primo smartphone flessibile di Samsung, la nuova gamma Galaxy M, dei medio di gamma dalle caratteristiche molto interessanti, e l’aggiornamento della famiglia Galaxy A.

Proprio la gamma Galaxy A è protagonista di molti rumor negli ultimi giorni. Samsung dovrebbe lanciare quattro nuovi dispositivi: Galaxy A40, Galaxy A50, Galaxy A70 e Galaxy A90. Abbiamo già parlato delle caratteristiche di alcuni di questi dispositivi: oggi arrivano nuove informazioni sul Galaxy A70. Si tratterà di un dispositivo medio di gamma con una buona scheda tecnica e con una caratteristica unica: avrà una superbatteria da 4400mAh. L’autonomia sarà la caratteristica su cui Samsung punterà maggiormente nella nuova gamma dei Galaxy A: anche gli altri dispositivi avranno una pila con una potenza superiore ai 4000mAh.

Galaxy A70, la scheda tecnica Lo smartphone si andrà a inserire in quella fascia di prezzo presidiata finora dai dispositivi cinesi come il Huawei Mate 20 Lite e il RedMi Note 6 Pro. Il Galaxy A70 monterà un chipset della serie Exynos 78xx supportato da almeno 4GB di RAM e da 64GB di memoria interna. Lo schermo sarà da 5,8 pollici con risoluzione FullHD+ e rapporto d’aspetto di 19:9. Incertezza sul design: dipenderà dalla tipologia di schermo che Samsung deciderà di utilizzare per la famiglia Galaxy A. In caso di display Infinity-O, lo smartphone avrà un foro in alto a destra, come accade per il Galaxy S10, mentre se opterà per lo schermo Infinity-U, il Galaxy A70 avrà un piccolo notch centrale. Comparto fotografico molto interessante con una doppia fotocamera posteriore con sensore principale da 16 Megapixel e fotocamera frontale da 12 Megapixel. Il sensore per le impronte digitali sarà fisico e verrà posizionato nella parte posteriore.

Come detto, la batteria sarà una delle caratteristiche più interessanti del Galaxy A70: 4400mAh che garantiranno un’autonomia di almeno 2 giorni.

Galaxy A70, data di uscita e prezzo
Non c’è ancora una data di uscita ufficiale: il Galaxy A70 dovrebbe fare il suo debutto entro l’estate. Il prezzo di lancio sarà indicativamente sui 400-500 euro. Ma è solamente un’ipotesi. Tra qualche settimana ne sapremo sicuramente di più.

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Gli ultimi dati arrivati dall’International Data Corporation (IDC) non faranno molto piacere alle aziende tecnologiche, soprattutto quelle del settore smartphone. La società d’analisi ha pubblicato le proiezioni finali relative alla crescita del mercato dei dispositivi mobili nei prossimi anni, con notizie poco entusiasmanti almeno per quanto riguarda il 2018.

Secondo le previsioni di IDC, l’anno corrente si chiuderà con un totale di 1.420,06 milioni di smartphone spediti in tutto il mondo, con un piccolo calo dello 0,7% rispetto allo scorso anno. Le cause, ancora una volta, si devono ricercare nella saturazione dei mercati principali, a cominciare da quello cinese, ma c’entrano anche altri discorsi a livello politico-economico, come la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina.

In ogni caso, guardando al futuro ci sono prospettive migliori. L’arrivo in pompa magna della connettività 5G e le novità di design già intraviste su alcuni modelli potrebbero spingere molti utenti a cambiare dispositivo nei prossimi anni, cosa che porterà ad una crescita importante del settore smartphone. Per il 2019 è previsto un aumento delle spedizioni del 2,6% rispetto al 2018, mentre per il periodo 2017-2022 la crescita totale si attesterà sull’1,4%, arrivando a spedire oltre 1,574 milioni di dispositivi nel 2022.

Valutando le piattaforme software, sia Android che iOS seguiranno la stessa sorte. Se per il 2018 sono previsti cali importanti – del 3% e del 2,5% rispettivamente – andrà meglio nei prossimi anni, con una crescita dell’1,7% per Android e di appena lo 0,1% per iOS. I due sistemi cannibalizzano tutto il settore: il sistema di Google ha oltre l’85% del market share nel 2018, quello di Apple quasi il 15%. Percentuali che rimarranno pressoché stabili anche nei prossimi anni, mentre il resto dei sistemi mobile sparirà quasi completamente dalla circolazione.

Altro dato interessante, sebbene ampiamente prevedibile, è la crescita del polliciaggio degli smartphone. Da qui al 2022 i display si faranno sempre più estesi, con una presenza sempre maggiore di dispositivi con schermi dai 6 pollici in su. Di sicuro, il notch, i fori sul display e l’ottimizzazione delle cornici aiuteranno a mantenere dimensioni contenute, almeno per quanto riguarda la scocca, ma la sparizione dei modelli più compatti potrebbe essere una realtà sempre più concreta.

Se volete leggere tutti i dati del report di IDC, trovate la versione completa al link nel campo fonte a fine articolo. Qui in basso, invece, abbiamo riportato le tabelle in base alle previsioni della società d’analisi.

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Samsung ha già il CES 2019 nel mirino: svelerà le nuove TV delle serie Frame e Serif

Il 2019 sta per bussare alla porta e mentre tutti si preparano per la notte di Capodanno, i grandi colossi del settore tech sono già proiettati verso i giorni successivi, in particolare all’8 gennaio, data di esordio dell’edizione 2019 del CES di Las Vegas.

Fra questi non mancherà di certo Samsung che, per una volta, metterà da parte i suoi smartphone e punterà i riflettori su nuove TV, pronte a sbalordire la platea a stelle e strisce. Il gigante coreano ha infatti confermato la propria partecipazione al CES, promettendo di svelare nientemeno che la gamma 2019 delle serie Frame e Serif.

Per chi non le conoscesse, si tratta di serie che puntano tantissimo sul design, abbandonando le linee classiche delle TV per diventare veri e propri oggetti di arredamento. Non soltanto stile però, anche un alto tasso tecnologico: sia le nuove Frame sia Serif vanteranno infatti pannelli QLED di ultima generazione e persino il supporto all’assistente vocale Bixby. Per saperne di più, ci basterà attendere meno di un mese.

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Samsung Notebook 9 Pen (2019) ufficiale: il 2-in-1 con S Pen che si crede un Note

Il nuovo Notebook 9 Pen (2019) a marchio Samsung arriva sul mercato con un approccio molto particolare, rubando uno degli strumenti fondamentali della linea di smartphone Galaxy Note: la nuova S Pen. Stiamo parlando di un inedito convertibile 2-in-1 di fascia premium, dotato di un hardware potente e di un ricco corredo di funzionalità smart. Sarà disponibile in due versione, da 13,3″ e 15″, ma per il momento non arriverà in Italia.

Samsung Notebook 9 Pen (2019) 13,3″ / 15″: Caratteristiche tecnicheSchermo: 13,3″ / 15″ Full HD (1.080 x 1.920 pixel)Processore: Intel Core i7 di ottava generazioneScheda video: Intel UHD Graphics / NVIDIA GeForce MX150 (2GB)RAM: 16 GB LPDDR3Memoria interna: 512 GB PCIe NVMe SSDConnettività: 802.11 ac 2X2, 2 x Thunderbolt 3, 1 x USB-C, lettore microSDBatteria: 54 WhDimensioni: 307,9 x 206,2 x 15,9 mm / 347,9 x 229,1 x 16,9 mmPeso: 1,12 Kg / 1,56 KgOS: Windows 10Altro: tastiera retroilluminata, riconoscimento facciale, lettore impronte, speaker AKG, S Pen inclusaColori: Ocean Blue, Platinum White

La scheda tecnica parla chiaro: Notebook 9 Pen (2019) è un prodotto di fascia alta e presenta un design elegante, pulito e leggero nelle forme. Le differenze principali tra le due varianti disponibili stanno nel reparto grafico: solo la variante a dimensioni maggiori è dotata di una GPU discreta NVIDIA GeForce MX150.

Per il resto stiamo parlando di un prodotto pensato principalmente per la portabilità, grazie ad una buona costruzione in alluminio, uno schermo con cornici ridotte e un peso basso. La batteria da 54 Wh assicura una durata fino a 15 ore, mentre la buona dotazione di porte permette un’espandibilità senza troppi compromessi.

L’arma in più è sicuramente la nuova S Pen estraibile dal bordo frontale, simile a quella vista su Note 9, che permette di disegnare sullo schermo, prendere note e utilizzare software professionali con grande comodità. Samsung afferma che la latenza del tratto è stata dimezzata rispetto alla precedente generazione ed ora l’esperienza di scrittura è ancora più personalizzabile.

Uscita e prezzo

Samsung Notebook 9 Pen (2019) arriverà a partire dal 14 dicembre in Corea del Sud e sarà successivamente disponibile anche in USA, Cina, Brasile e Hong Kong. Le versioni in vendita saranno due, da 13,3″ e 15″, nelle colorazioni Ocean Blue e Platinum White.

Al momento non abbiamo ancora notizie precise sul prezzo di listino e sull’eventuale lancio nel mercato europeo, ma speriamo di ricevere maggiori informazioni nel corso delle prossime settimane. Intanto, qui di seguito potete trovare alcune immagini del prodotto e un confronto completo tra le specifiche tecniche delle due varianti.

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Novità Intel: Sunny Cove, chip a strati per aggirare la legge di Moore e GPU integrate un TFLOPs

Oggi Intel fa diversi improntanti annunci rivolti al mercato dei processori consumer, che sembrano gettare le basi per un 2019 piuttosto interessante nel mondo del cosiddetto personal computing.

La prima novità riguarda i processi produttivi, ossia quella serie di procedure e tecniche con cui vengono creati i chip dentro i nostri dispositivi tecnologici. Ecco svelato Foverus un modo tutto nuovo, almeno in casa Intel, di produrre processori.

Visto che creare transistor più piccoli di quelli attuali (Intel ha avuto il suo bel da fare per scendere a 10 nm) è sempre più difficile, e presto forse impossibile, l’unica soluzione è cambiare direzione, letteralmente.

Per questo il processo produttivo Foverus prevede lo sviluppo in verticale. La struttura, a grandi linee, dovrebbe essere quella di uno strato base, con componenti di “servizio” come I/O e alimentazione, su cui poggiano le vere e proprie unità logiche come CPU e GPU.

Il primo dispositivo basato su questa tecnologia potrebbe arrivare relativamente a breve. Intel indica infatti la seconda metà del 2019, per qualcosa che monti chip a 10 nm, forse un anti-Qualcomm che offra tanta autonomia senza sacrificare troppo le performance.

A proposito di 10 nm, l’altra grande novità è proprio i chip basati su questo processo produttivo, in particolare della loro scheda video. Il prossimo anno arriveranno infatti le nuove schede grafiche integrate, nella loro undicesima generazione.

Le GPU in questione saranno le prime integrate Intel a superare la soglia del TFLOPs (una Xbox One X ne ha 6). Gaming di base e editing video potrebbero presto non essere un problema neanche sui dispositivi ultra portatili.

Chiude questo round di novità l’annuncio del nome della nuova architettura per desktop e server, per i processori Core e Xeon. Ecco svelata Sunny Cove, un sistema sviluppato in maniera sufficientemente flessibile da permettere di essere impiegata sia su transistor a 14 nm sia su quelli a 10 nm.

Non è chiaro se il momento delle CPU desktop a 10 nm sia effettivamente arrivato, ma probabilmente i primi Sunny Cove saranno a 14 nm, processo che si è finora rilevato affidabile e che negli ultimi anni è stato abbondamene perfezionato.

Un 2019 sulla carta molto interessante quello che si prospetta per Intel che comunque dovrà continuare a vedersela con AMD che, sul mercato consumer, continua a convincere sempre più utenti.

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Google e Amazon: gli anti-AirPods arriveranno nel 2019

I due giganti del web stanno lanciando delle cuffie wireless da utilizzare per contrastare le AirPods e allargare il mercato di Google Assistente e Alexa
6 Dicembre 2018 – Gli AirPods di Apple, cioè gli auricolari high-tech, wireless e di design che permettono di ascoltare la musica da qualsiasi dispositivo recente della mela morsicata, hanno aperto un mercato così interessante che Google e Amazon starebbero per lanciare le loro versioni di questo device.

Gli anti-AirPods di Google e Amazon dovrebbero arrivare nella seconda metà del 2019, ma entro quella data Apple potrebbe reagire alla concorrenza presentando una nuova versione degli AirPods, con nuove funzionalità come la ricarica wireless e i sensori di salute. Ne è convinto Ming-Chi Kuo, il noto analista finanziario di Taiwan che è diventato famoso per le sue previsioni, quasi sempre azzeccate, sui futuri prodotti di Apple. Ming-Chi Kuo basa le sue ultime ipotesi su alcuni report interni di due fornitori di Google e Amazon: Goertek e Unitech, che si occupano rispettivamente di assemblaggio e di circuiti stampati per l’elettronica di consumo.

Come saranno le cuffie wireless di Google e Amazon
Da questi report emerge che le due aziende si stiano organizzando per fornire a Google e Amazon due nuove alternative di elevata qualità agli AirPods. Questi due prodotti entrerebbero nella lunga schiera di concorrenti delle cuffiette di Apple: il mercato è infatti pieno di dispositivi simili, dai cloni cinesi da poche decine di dollari a prodotti ben più evoluti e costosi come quelli realizzati da Bang & Olufsen, Bose, Master & Dynamic e altri player del settore degli accessori audio hi-fi per orecchie molto raffinate.

La stessa Apple, d’altronde, l’idea delle AirPods l’ha presa dagli auricolari Bragi Dash lanciati sul mercato a fine 2015, ben prima delle cuffiette made in Cupertino. Google e Amazon sono più che titolate a creare la loro alternativa alle AirPods e a integrarle nei loro rispettivi ecosistemi: Google Home-Assistant e Amazon Echo-Alexa. “Riteniamo che il successo degli AirPods abbia attirato l’attenzione di Google e di Amazon e queste due società lanceranno i prodotti simili agli AirPods nella seconda metà 2019. Le vendite combinate di due marchi raggiungeranno probabilmente 10-20 milioni di unità”, spiega Ming-Chi Kuo.

Le nuove AirPods arriveranno nel 2019
La risposta di Apple, secondo l’analista, non si farà aspettare: tra le funzionalità che potrebbero essere introdotte ci sono il supporto al comando vocale “Hey Siri”, la resistenza all’acqua, la ricarica wireless e l’integrazione negli auricolari di qualche forma di sensore per la salute. Spiega ancora Ming-Chi Kuo: “L’orecchio è una zona perfetta per rilevare diverse informazioni sulla salute. [I sensori negli AirPods] si potrebbero integrare con l’Apple Watch per offrire un monitoraggio della salute migliore in futuro”.

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Come scegliere il pc portatile: le diverse categorie di notebook

Ultrabook
Sono pc portatili sottili e leggeri, caratterizzati da una elevata autonomia e una discreta potenza di elaborazione. Le dimensioni dello schermo variano solitamente da 11 a 15 pollici, ma il grosso del mercato è rappresentato dalle dimensioni intermedie, 13 e 14 pollici. La miniaturizzazione, unita all’impiego di materiali solitamente più belli e resistenti, fanno lievitare il prezzo, ma se avete davvero bisogno di un computer da portare sempre con voi, è un investimento che viene ripagato in termini di produttività, autonomia della batteria e praticità di trasporto.

Sony Vaio Pro11 Ultrabook 11.6 Batteria del VGP-BPS37
Fujitsu LifeBook UH572 Ultrabook Batteria del FMVNBP219
Dell Latitude 13 7350 Ultrabook Batteria del TM9HP

Notebook generici ed economici
Rappresentano la fascia più ampia del mercato. Sono più pesanti e ingombranti di un ultrabook, e vanno quindi bene per essere trasportati – magari saltuariamente – da un posto di lavoro all’altro più che usati in mobilità. Dovendo sottostare a meno requisiti di ingombro e dimensioni, i produttori riescono in questa fascia a produrre computer portatili più economici, o molto più potenti, impiegando anche schede grafiche dedicate.

Notebook 2-in-1
A metà strada tra un pc e un tablet, sono computer portatili in cui le componenti principali sono tutte contenute nel coperchio che alloggia lo schermo, che può quindi essere separato e usato autonomamente dalla tastiera. La parte di tastiera spesso alloggia una batteria supplementare, più porte di connessione e a volte anche una scheda grafica dedicata, che offre maggiori prestazioni rispetto a quella integrata nella scheda madre.

I dati di mercato dei notebook 2-in-1 mostrano un forte interesse di consumatori e aziende per questo tipo di prodotto a fine 2017. Qui abbiamo indicato una rassegna di notebook 2-in-1 alternativi al più famoso esponente: il Microsoft Surface.

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Workstation portatili
HP ZBook Studio
Sono computer portatili molto potenti, spesso con schermi di grandi dimensioni (anche 17 pollici) e scheda grafica dedicata, anche per applicazioni particolari come progettazione 3D, rendering ed editing video. Sono pensati per sostituire completamente un computer da scrivania potente, permettendo a tecnici specialisti di operare sul campo o in mobilità utilizzando software che richiedono una grande potenza di calcolo. Sono poco trasportabili e l’autonomia della batteria è generalmente ridotta.

HP ZBook Studio G3 Batteria del ZO04XL
HP ZBook Studio G3 adattatore del 776620-001

Notebook ruggedized (robusti)
Sono computer portatili robusti e impermeabili, fatti per lavorare in situazioni ambientali critiche, come cantieri, officine, barche o all’aperto, anche esposti a condizioni atmosferiche avverse. L’offerta varia in base alle diverse certificazioni industriali e militari che i computer hanno superato, in termini di resistenza agli urti, cadute, vibrazioni, radiazioni elettromagnetiche e impermeabilità.

I costi dei dispositivi robusti sono decisamente più elevati, ma in certi condizioni il risparmio del costo totale di esercizio di un dispositivo rugged lungo il ciclo di vita può essere notevole.

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Notebook consumer o professional: le vere differenze

Nei loro listini, i produttori suddividono solitamente i pc in due gamme distinte: consumer e commercial. I primi sono destinati all’uso domestico e hobbistico, mentre i secondi sono pensati per l’uso professionale e in azienda.

Le caratteristiche tecniche possono essere le stesse (anzi: spesso i pc più potenti sono quelli per i consumatori, perché devono supportare videogiochi molto esigenti in termini di risorse), ma le due famiglie presentano alcune differenze sostanziali:

  • Spesso (ma non sempre) un pc professionale è costruito con materiali più robusti e durevoli
  • I notebook professionali un sistema operativo business, come Windows 10 Pro, che offre maggiore sicurezza, la possibilità di far parte di un dominio Windows ed essere amministrato e gestito centralmente, con più controllo sugli aggiornamenti.
  • I modelli rimangono a catalogo più a lungo, permettendo a un’azienda di differire i propri acquisti nel tempo, con la certezza che la flotta di pc aziendali sarà formata da modelli identici tra loro, che usano la stessa immagine disco per installazione e ripristino.
  • Anche i pezzi di ricambio rimangono disponibili più a lungo, garantendo la durata dell’investimento. Nei modelli consumer spesso non sono disponibili ricambi già dopo pochi mesi dall’acquisto.
  • In base al livello di garanzia scelto, c’è un servizio di assistenza più rapido ed efficiente, con modalità che comprendono il ritiro e riconsegna in ufficio, anche con la garanzia di sostituzione o riparazione in tempi brevi e certi. È in genere possibile personalizzare il livello di assistenza desiderato, ovviamente pagando un sovrapprezzo per i servizi più veloci.

Sono questi elementi, soprattutto sistema operativo, assistenza e garanzia di approvvigionamento, che fanno sì che – a parità di specifiche tecniche – un notebook business costi più di uno consumer.

Detto ciò, se non avete la necessità di inserire il notebook in un dominio Windows, se avete solo una manciata di PC, magari di modelli diversi tra loro, o se potete ignorare il tema della riparazione incerta o comunque lunga, la scelta di un pc consumer può essere conveniente anche per un utilizzo professionale.

Acquistando un portatile consumer economico, un professionista potrebbe risparmiare così tanto che – in caso di guasto – l’acquisto di un pc nuovo diventa conveniente rispetto al prezzo del servizio di assistenza dedicato, che si paga come le assicurazioni, indipendentemente dal fatto che lo si utilizzi oppure no.

Un altro fattore da considerare nella scelta è la durata della garanzia. Se si acquista un pc come consumatori, senza farsi emettere una fattura intestata a una partita IVA, la garanzia è di 2 anni (in alcuni casi, il secondo anno è a carico del rivenditore). Acquistandolo come azienda o professionisti, la garanzia è limitata a un solo anno.

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Come scegliere il miglior caricabatterie portatile per lo smartphone

Potenza e portabilità. Ecco una lista per scegliere il miglior caricatore portatile per lo smarthpone in base alle nostre varie esigenze.

La batteria del telefono, ma anche quella del tablet, con il crescente utilizzo di app e servizi online tende a durare sempre meno. Per questo l’acquisto di un caricatore portatile risulta fondamentale per non restare senza batteria fuori di casa. Ma quali caratteristiche dobbiamo verificare prima dell’acquisto?

I power bank ci permettono di ricaricare i nostri dispositivi senza l’uso di una presa per la corrente elettrica. Sono l’ideale mentre siamo in viaggio oppure durante una lunga giornata di lavoro o mentre svolgiamo delle ricerche per i nostri studi. Di caricabatterie portatili ne esistono un’infinità, ognuno diverso per potenza, forma, peso e grandezza. Alcune hanno anche dei cavi inclusi e altre hanno più porte, per ricaricare più dispositivi contemporaneamente. Insomma, se non abbiamo grandi conoscenze, non è facile scegliere il caricatore migliore. Vediamo come riuscirci.

Potenza
L’aspetto imprescindibile ovviamente è la potenza. Avere un caricatore portatile che non riesce nemmeno a caricare completamente il nostro telefono potrebbe essere inutile se dobbiamo stare fuori casa ancora a lungo. Allo stesso modo se ci serve solo una piccola mano per arrivare fino alla sera allora potrebbe andare bene. Come sempre tutto dipende dai nostri bisogni. Che vanno valutati bene per non spendere invano i nostri soldi. Per capire la potenza del caricatore dobbiamo controllare i suoi mAh, ovvero i milliamperora. Le dimensioni più comuni vanno dai 2000mAh fino a oltre i 30000mAh. Ovviamente maggiore sarà la potenza, e maggiore sarà il costo. I piccoli caricatori da 2000mAh garantiranno una ricarica del 50% a uno smartphone. Anche se questo fattore dipende dalla capacità totale della batteria del telefono. Sono consigliati dunque più per piccoli dispositivi come GoPro, Kindle e auricolari Bluetooth. Un caricatore con 10000mAh invece garantirà al vostro smartphone tra le 3 e le 4 ricarica. Attenzione sempre alla compatibilità, altrimenti la batteria del telefono potrebbe subire dei danni dall’uso di questi dispositivi.

Portabilità
Un caricabatterie, per tablet o smartphone, deve innanzitutto essere facilmente trasportabile. Avere una power bank molto potente ma troppo pesante potrebbe essere inutile. Tutto dipende sempre dalle nostre esigenze. Se abbiamo bisogno di un caricatore per un viaggio o per un lavoro fuori sede allora molto meglio optare su soluzioni leggere e che stiano dentro una tasca e non pesino in valigia.

Potenza di uscita
Un altro aspetto da considerare è quello di capire la potenza d’uscita del caricatore che influenzerà la velocità con la quale si ricaricheranno gli smartphone. Inoltre questo aspetto è da considerare soprattutto se siamo soliti ricaricare più dispositivi alla volta. Altrimenti se la potenza d’uscita non fosse sufficiente non otterremo buoni risultati su nessuno dei dispositivi messi in ricarica.

Porte
Usiamo solo lo smartphone oppure abbiamo bisogno di una ricarica anche per tablet e accessori? E perché non comprare una bella power bank per tutta la famiglia o da usare in un viaggio con amici? Anche in questo caso sono le nostre esigenze a fare la differenza. I caricatori con più porte, per ricaricare contemporaneamente più dispositivi, richiedono più potenza e quindi costano di più. Ma risultano fondamentali se vogliamo usarli con più persone.

Cavi
Un aspetto secondario da tenere in considerazione è dato dalla presenza o meno di cavi e connettori. Una power bank deve avere sempre un cavo per il collegamento alla presa di corrente. Meno utili i cavi di collegamento USB con smartphone e tablet. In questo caso sarebbe meglio utilizzare quelli ufficiali del dispositivo.

Ricarica
Parlando in termini di ricarica del caricabatterie portatile è importante tenere a mente alcuni numeri. L’ingresso di una power bank varia da 1Amp fino a 2.4Amp. Questo significa che maggiore sono gli ampere più veloce sarà la ricarica.

Protezioni e certificazione
Ci sono poi tutta una serie di aspetti da preferire su un caricatore portatile. Innanzitutto l’efficienza, ovvero la temperatura di lavoro del caricatore. È importante che non si surriscaldi provocando lesioni a persone o dispositivi. E ricordiamoci che alle temperature estreme, sia di caldo che di freddo è sconsigliatissimo utilizzare questi dispositivi. Infine, compriamo solo dispositivi certificati.

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Come scegliere l’alimentatore giusto per il tuo portatile?

Molte persone ci chiedono dell’aiuto nella scelta dell’alimentatore giusto. Per aiutarvi a selezionare un nuovo caricabatterie, abbiamo creato un modulo grazie a cui basta conoscere solo il modello del vostro computer portatile. Tuttavia, se vorreste capire come scegliere un alimentatore passo dopo passo, vi invitiamo alla lettura. Dopo aver letto questo articolo, diventerete esperti in questo tema!

L’alimentatore è di solito trattato con meno cura rispetto al computer portatile, e per questo spesso viene danneggiato: il cavo rotto, il connettore guasto o semplicemente la perdità del dispositivo, ci costringono ad acquistarne uno nuovo. Ma come sceglierlo? Potrai scoprirlo leggendo questa guida.

Per scegliere un alimentatore giusto, dobbiamo prestare attenzione ai parametri che esso dovrebbe avere e al tipo di connettore. I parametri DC (direct current – corrente continua) che ci interessano sono:

Il voltaggio di alimentatore, dato in volt (V) – deve corrispondere al valore indicato sul portatile (teoricamente la tolleranza è di circa 1V).

L’amperaggio (A) è un valore che descrive una corrente massima che l’alimentatore può ricevere. Questo parametro non dovrebbe essere inferiore a quello richiesto dal portatile, ma può essere più elevato. Quando si collega l’alimentatore con amperaggio troppo basso si può anche danneggiare il computer, perché i componenti non ricevono una quantità sufficiente dell’energia elettrica.

La potenza dell’alimentatore è data in watt (W), cioé il volt moltiplicato per ampere e anche in questo caso la potenza può essere più grande, perché è il computer portatile che determina quanta energia richiede.

Il connettore – è l’ultima cosa a cui si dovrebbe prestare attenzione nel momento dell’acquisto. Oggi possiamo trovare decine di diversi tipi di connettori a seconda del produttore e del modello del computer portatile. Quando non si sanno le dimensioni del connettore, si può misurarlo con un calibro a corsoio e fare una comparazione tra le dimensioni ricevute e quelle del connettore di un nuovo alimentatore. Ricordate che esse sono espresse in millimetri (mm).

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