Smartphone compatti 2019: Pixel 3a, Samsung S10e e Xiaomi MI9 SE contro i padelloni

Basta con i telefoni grossi! A chi preferisce la tascabilità, ecco la guida ai migliori smartphone compatti del 2019! Tra Google, Xiaomi e Samsung.

Il limite massimo è fissato dagli esperti a 150 mm, ossia 15 cm di lunghezza oltre i quali uno smartphone passa da essere compatto a trasformarsi in “padellone”. Più la tecnologia legata ai telefoni cellulari si potenzia, più le dimensioni degli stessi aumentano a dismisura. Una sorta di rinnegamento del passato, dove per anni abbiamo assistito ad una rincorsa verso device sempre più piccoli e portatili nell’ottica della smart life. Da qualche anno invece la tendenza sembra essere completamente sovvertita, meno smartphone compatti e sempre più display di grande dimensione. 

1 – Google Pixel 3a: eleganza e foto super!
Il nuovo arrivato della Big G si chiama Google Pixel 3a ed è nient’altro che il fratellino minore del Google Pixel 3. La versione “Lite”, per intenderci. Il grande segno distintivo di questo smartphone è legato all’ergonomia, presentandosi estremamente compatto e maneggevole, quindi utilizzabile con una sola mano. E’ anche sottilissimo, visto che lo spessore non supera gli 8 millimetri. L’ottima notizia è legata all’hardware. Nonostante una dimensione ridotta rispetto al flagship, sul dispositivo è montato il processore Snapdragon 670 64-bit octacore a 2GHz e 1,7 GHz con 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna. Parrebbe un medio di gamma scarsino… e invece gira tutto a meraviglia, con una burrosità nelle animazioni davvero incantevole.

Altro elemento di livello è la fotocamera dotata di un unico sensore da 12,2 megapixel f/1.8 con stabilizzazione ottica dell’immagine. Grazie a questa fotocamera con il Google Pixel 3a si possono ottenere delle immagini in qualsiasi condizione di luce, anche in modalità visione notturna con la presenza inoltre di diversi effetti come la sfocatura, il super zoom e il playground. Ottima anche la fotocamera frontale da 8 megapixel per ottenere selfie di qualità. Il display 18:9 chiaramente appartiene alla schiera dei compatti (5,6 pollici), con una risoluzione 1080 x 2280 pixel e l’assenza del notch (che invece è presente sull’XL). Il software montato è anch’esso di ottimo livello, visto che è un Android 9.0. Tanti sono i particolari di qualità che lo rendono appetibile, dal lettore di impronte all’archiviazione intelligente (si svuota la gallery con backup istantaneo sul cloud) passando per la modalità auto riconosciuta automaticamente dallo smartphone. Come specificato prima la batteria è buona anche se non eccelsa visto lo spazio ridotto a disposizione, quindi difficilmente riuscirete ad andare oltre la giornata di carica. Infine l’ultima sorpresa: il prezzo! Molto, ma molto interessante, per la grande qualità costruttiva che vanta. Per noi, il miglior smartphone compatto del 2019.

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2 – Xiaomi Mi9 versione SE: Il gioiellino che terrorizza l’occidente
Non poteva mancare un prodotto del brand asiatico del momento nella nostra piccola rassegna sui migliori smartphone compatti 2019: Xiaomi Mi9 versione SE. Oramai il colosso cinese riesce a proiettare sul mercato un prodotto per ogni esigenza, ed eccoci quindi dinanzi allo smartphone più ergonomico della casa, poco scivoloso e utilizzabile facilmente con una sola mano. Il design riprende le curve del suo fratello maggiore, il Mi9, mantenendo la struttura borderless con tanto di notch frontale, elegante e poco invasivo. Punto di forza del prodotto il display, nonostante le dimensioni non esorbitanti. Abbiamo quindi un display da 5,97 pollici dotato di risoluzione Full HD e tecnologia AMOLED e della possibilità di regolare temperatura, saturazione e colori. Dal punto di vista dell’hardware troviamo installato lo Snapdragon 712, tra i processori più in voga negli smartphone di fascia media. La memoria RAM è di 6 GB con memoria interna di 64 GB o 128 GB, unico difetto trattasi di memoria non espandibile. Ottima la connettività con Wi-Fi a doppia banda, LTE con banda 20, NFC e Bluetooth 5.0. Per ciò che concerne l’aspetto fotografico lo Xiaomi Mi9 versione SE mantiene l’elevato standard della casa cinese. L’obiettivo principale è di 48 megapixel con apertura f1.8, il tutto supportato da un sensore di 13 megapixel e dal sensore con zoom ottico 2x da 8 megapixel. A ciò si aggiunge la fotocamera frontale da 20 megapixel. Due ultime annotazioni tecniche riguardano il software, Android 9 Pie, senza dubbio affidabile e fluido e la batteria da 3070 mAh, buona ma non eccelsa. Tra i migliori smartphone compatti 2019. Di sicuro il migliore di produzione cinese.

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3 – Samsung S10e: Il compatto più completo
Ultimo smartphone compatto che vi proponiamo nella nostra guida è il Samsung S10e, un vero e proprio gioiello di casa Samsung. Sono molti i punti a favore di questo dispositivo. In primo luogo senza dubbio l’aspetto e l’ergonomia che lo rendono all’avanguardia e allo stesso tempo molto pratico. L’hardware ricalca i processori installati sui prodotti Samsung più grandi, ossia l’Exynos 9820 octa core da 2,73 Ghz, potente il giusto e in grado di supportare la connettività Wi-Fi 6 e l’LTE 4.5 G a 2 Gps. La memoria RAM è di 6 GB mentre quella interna è di 128 GB, memoria comunque espandibile con una microSD. La fotocamera installata sul Samsung S10e è una fotocamera quadrangolare 16 megapixel f/2.2, soluzione che permette di ottenere foto dettagliate e precise in qualsiasi situazione di luce. Il comparto fotografico è inoltre supportato dall’HDR automatico e dall’intelligenza artificiale. Di ottima fattura anche la fotocamera frontale da 10 megapixel f/1.9, la quale viene posizionata lateralmente nella zona frontale. Il display è tra i più piccoli della casa Samsung essendo un 5,8 pollici Dynamic AMOLED con risoluzione Full HD a 1080 x 2280 pixel. Il pannello risalta comunque i colori, è luminoso il giusto e ben definito. Per quanto riguarda l’autonomia è stata installata una batteria da 3100 mAh che permette di arrivare tranquillamente a fine giornata. 

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Quale smartphone Samsung comprare: Guida ai migliori modelli

Samsung fin dall’introduzione del primo Galaxy S, ha deciso di rivolgersi al sistema operativo Android, un OS open source che ormai ad oggi è presente sulla grande maggioranza degli smartphone in commercio, dividendosi il campo col suo “rivale” iOS. Ciò che differenzia Android dal sistema Apple, soprattutto nelle ultime versioni, è l’estrema personalizzazione, un’idea che Samsung per i propri smartphone ha preso alla lettera, per ognuna delle sue famiglie di telefoni.

Ad oggi ne possiamo contare sostanzialmente quattro, suddivise in “serie”. Abbiamo la famiglia principale, ovvero la serie S, arrivata ad oggi a nove modelli differenti, seguita a ruota dalla serie Note. Quest’ultima gamma venne introdotta per la prima volta nel 2011 durante l’IFA di Berlino (assieme al Galaxy S II) e fin dai suoi esordi si rivolse ai professionisti, agli uomini d’affari ed a coloro che cercano una vera e propria workstation portatile. In coda abbiamo le due serie più economiche, fra cui la serie dei mediogamma (ovvero la linea A), e quella di fascia più bassa, ovvero i J.

Samsung Galaxy J4+ (2018)
Questo J4+ della famiglia entry level di Samsung implementa, oltre al doppio slot per la SIM Card, una memoria interna da ben 32 GB espandibili (che nell’offerta prenotabile su Amazon viene fornita in bundle). Uno schermo abbastanza ampio, ben 6 pollici con tecnologia AMOLED e risoluzione a 1080p Full HD. La fotocamera è da 13 megapixel con apertura F 1.9, per fotografie nitide e perfette (considerando la qualità generale), non la migliore in circolazione ma comunque ottima per gli scatti base e per l’utilizzo non professionale. Batteria da 3300 mAh, che permette al J4+ di avere una autonomia di ben 10 ore in stand by. Supporta il WiFi a singola banda (2,4 gHz), Bluetooth 4.0 e speaker posteriore singolo. Uno smartphone Samsung pensato per chi desidera funzionalità base, ma che offra comunque una esperienza completa.

Samsung Galaxy J6+ (2018)
in effetti ci troviamo tra le mani un entry level con doppia fotocamera sul retro. Soltanto lo Xiaomi Mi A2 Lite riesce a fare lo stesso. La prima camera è da 13 MP con apertura F 1.9, ma accoppiata ad una seconda da 5 MP con apertura F 2.2. Ciò permette di avere una fotocamera per gli scatti a colori, e una seconda per i toni di grigio, accoppiando così le due funzionalità per scatti ancora più dettagliati. La doppia fotocamera inoltre permette di “giocare” con gli effetti, come la messa a fuoco live durante lo scatto, che garantisce un effetto bokeh (sfocatura di contorno) davvero incredibile. Oltre alla doppia fotocamera, abbiamo ben 3 GB di RAM per stabilizzarne l’utilizzo sotto stress, memoria interna da 32 GB espandibili fino a 512 GB (nella confezione offerta e prenotabile da Amazon è nuovamente inclusa una scheda da 32 GB), ed una batteria da 3300 mAh.

Altro plus del J6+ è la presenza di uno speaker posteriore che implementa la tecnologia Dolby Atmos. Un vantaggio che permette al telefono di regolare il proprio suono a seconda sia della potenza di ciò che stiamo ascoltando, sia rispetto ai rumori esterni, per una riproduzione sempre perfetta. Il prezzo finale ovviamente aumenta di quale euro, ma assestandosi su una cifra di medio gamma. Uno smartphone Samsung per chi cerca un eccellente rapporto qualità/prezzo, mettendosi in tasca un dispositivo con alcune marce segrete.

Samsung Galaxy J6+ (2018)
Uno smartphone gemello del J6+, ma che nella versione Dual Sim internazionale cambia di qualche virgola Ve lo citiamo, anche se abbiamo avuto qualche difficoltà a riscontrarlo online. Vediamone le caratteristiche:
Processore Octa Core nativo con una frequenza di 1,6 GHz, per una fluidità base scorrevole e senza troppi intoppi. Rispetto al modello gemello si è dovuto rinunciare ad alcune caratteristiche per poter implementare la tecnologia alternativa. Abbiamo una sola fotocamera posteriore da 13 MP (con apertura F 1.9), una batteria che scende a 3000 mAh che mantiene comunque una discreta autonomia, ed una memoria interna sempre da 32 GB ma espandibile solo fino a 256. Display super AMOLED da 5,6 pollici con risoluzione 1480×720 pixels, ma abbiamo un flash anche sulla parte anteriore per selfie “illuminati” in ogni condizione di luce, ed anche un display capacitivo con tecnologia Multitasking, che permette di “dividere” il proprio smartphone in due zone distinte, utilizzando due app contemporaneamente. Questo viene permesso anche grazie alla presenza della RAM da ben 3 GB, divenuta ormai la base di ogni smartphone che si rispetti.

Samsung Galaxy A6+ (2018)
All’interno dell’A6+ pulsa un processore Octa Core unito ad una scheda grafica Adreno 506 per una fluidità di immagine eccellente considerando lo smartphone. RAM da 3 GB uniti ad una memoria interna da 32 espandibili fino a ben 400 GB totali, per non avere più problemi di archiviazione.

Doppia fotocamera posteriore, la prima da ben 16 MP con apertura F 1.7 e tecnologia grandangolare, che permette di catturare molti più elementi del paesaggio o del soggetto che stiamo fotografando. La seconda fotocamera è da 5 MP con apertura F 1.9 e teleobbiettivo integrato, per scatti nitidi anche in zoom. La fotocamera anteriore invece è da 24 MP con flash led a tre luminosità, grazie alla quale possiamo scattare in ogni condizione di luce. Implementata anche la messa a fuoco manuale durante gli scatti, l’effetto sfocato e tanto altro ancora.

Chicca finale di questo Samsung A6+ è la presenza di lettore di impronte digitali con implementato anche il riconoscimento del volto per lo sblocco del telefono. Il lettore di impronte può essere utilizzato e personalizzato in molti modi, fungendo anche da tasto home, tasto per il multitasking, freccia direzionale e molto altro ancora. Per chi cerca qualcosa di “sorprendente”, questo smarphone Samsung fa al caso suo. Riesce perfettamente a soddisfare le richieste dell’utente medio, mantenendo comunque un prezzo accessibile alla maggior parte dei clienti, ed implementando un paio di elementi davvero interessanti. 

Samsung Galaxy A7 (2018)
Saliamo ancora di un gradino e troviamo l’A7, che si presenta subito a noi con un bellissimo schermo da 6 pollici Full HD plus (2220×1080 pixels), memoria interna che cresce esponenzialmente fino a 64 GB totali (espandibili fino a 512 GB) e ben due processori che lavorano in contemporanea, saldamente ancorati da una scheda grafica Mali G71.

Novità assoluta di questo smartphone Samsung, è l’introduzione di ben 3 fotocamere che lavorano in contemporanea sul retro dello smartphone, oltre ovviamente a quella frontale. Abbiamo una fotocamera principale da 24 MP, affiancata ad una seconda da 5 MP, e ad una terza da 8 MP. Questo permette all’A7 di fotografare utilizzando di fatto un super grandangolo, riprendendo un angolo di visione mai visto prima su uno smartphone, soprattutto in questa fascia di prezzo.

Oltre a ciò Samsung ha dotato le tre fotocamere di una tecnologia per il riconoscimento degli oggetti e delle scene che cercheremo di catturare (già visto su S8 ed S8+, ma sensibilmente migliorato). Sono registrate circa 20 scene basilari all’interno del telefono, ed esso regolerà le proprie funzioni in automatico a seconda dello scatto che andremo ad eseguire.

Il grandissimo schermo dell’A7 viene reso ancora più bello dall’assoluta ( o quasi) assenza di cornici, rendendolo un full screen simile ad altri modelli in circolazione. Il sensore di impronte è presente come sul precedente modello, ma viene spostato lateralmente al telefono, permettendo così al retro di essere occupato dalle fotocamere.

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Samsung A8 (2018)
Se cercate una via di mezzo a un prezzo aggressivo questo A8 fa per voi. Rispetto al modello precedente scompaiono le tre fotocamere, per fare spazio a delle “normali” doppie, la prima da 16 MP con apertura F 1.9, e la seconda da 8 MP con apertura F 1.9. Il display scende di grandezza, arrivando a 5,6 pollici, ma non di risoluzione, mantenendo i 2220×1080 pixels, sempre con tecnologia Full HD Plus. Presente invece una doppia fotocamera anteriore con stabilizzazione dell’immagine ed effetto Bokeh integrato (modificabile sia in sede di scatto, che successivamente ad esso), ed anche lettore di impronte digitali sul retro.

Perché acquistare uno smartphone Samsung come l’A8? Se non bastasse a convincervi la portabilità Dual SIM o il veloce processore da 2,2 Ghz, pensate alla certificazione IP68, che rende questo A8 impermeabile all’acqua ed alla polvere. Impermeabile fino a 1,5 metri e completamente resistente all’ingresso di pulviscolo nei circuiti interni.

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Samsung galaxy S9 Plus
Non volete badare a spese né tantomeno ai compromessi? Allora pronto per voi c’è il Samsung Galaxy S9, il re incontrastato della serie S del 2018 (ora sostituito con l’S10), e degli smartphone Samsung. Un device che non rinuncia praticamente a niente, partendo dal suo bellissimo schermo super AMOLED Quad HD con risoluzione 2960×1440 pixels, implementato ulteriormente dalla tecnologia edge to edge, che garantisce sia un angolo di visione pressoché perfetto, sia la quasi totale assenza di bordi laterali. Schermo che come accadeva per le precedenti versioni Edge viene curvato ai lati, mantenendo uno stile ed un design unico nel suo genere.

Cuore pulsante diell’S9 Plus è un processore Exynos Octa Core da 2,9 GHz, scheda grafica Mali G72 e ben 6 GB di RAM per una fluida esperienza di uso in tutti i campi. Affiancato a questi troviamo una memoria interna da ben 256 GB espandibile tramite slot micro SD fino a 400, oltre che – ancora una volta – alla tecnologia Dual SIM. Esiste anche una versione più economica Single SIM, per chi fosse interessato.

Per proteggere questo S9 Plus, Samsung lo ha dotato di un vetro Gorilla Glass 5, resistente ai graffi ed agli urti, oltre che certificazione IP68, resistente quindi alla polvere ed impermeabile fino ad un metro e mezzo di acqua. Sotto al cofano oltre al potente processore troviamo anche una capiente batteria da 3500 mAh, per una autonomia di 5 ore in conversazione.

La vera perla di questo smartphone Samsung però rimane la fotocamera. Come abbiamo detto in precedenza, è il vero cavallo di battaglia della coreana, da quando ha iniziato a produrre smartphone per il pubblico. Qui troviamo una doppia fotocamera da 12 MP, con apertura variabile fra F 2.4 ed F 1.5. Significa che possiamo scattare in qualunque condizione di luce, paesaggio o elemento e otterremo sempre foto nitide e perfette. C’è poi la possibilità di registrare video in 4K fino a 60fps, ma anche di utilizzare il super slow motion (popolarissimo), rallentando di ben quattro volte la registrazione che stiamo effettuando.

Samsung Galaxy Note 9
Dotato del display più grande apparso in casa Samsung, questo Note 9 si presenta con ben 6,4 pollici di diagonale, con risoluzione WQHD Plus da 2960×1440 pixels), supportato da un processore Octa Core da 2,2 GHZ e da 8 GB di RAM. Considerando il pubblico a cui è rivolto (quello professionale), non poteva non avere una ampia capacità di memoria, peculiarità dei Note fin dagli esordi. Qui si è voluto esagerare, con una dimensione nativa di 512 GB, ma una espansione massiva che arriva ad un TB, un vero e proprio archivio digitale da portarsi in tasca.

Se non bastasse abbiamo una fotocamera da 12 MP con apertura focale variabile come il modello precedente, affiancato ad una tecnologia di riconoscimento degli oggetti ed al focus manuale durante gli scatti. Batteria da 4.000 mAh per una grande autonomia e sensore di impronte digitali sul retro.

Inclusa nella confezione abbiamo la S Pen, ovvero il reale motivo per cui questo Note 9 si distingue da tutti gli altri smartphone. Una penna ottica Bluetooth che si mette automaticamente in comunicazione con il device, e permette di sfruttare al meglio le sue potenzialità. Spiccano fra queste la possibilità di connettere lo smartphone ad un televisore (anche un qualsiasi fascia media) o ad uno schermo esterno (Samsung DeX), trasformando di fatto il Note 9 in un vero e proprio PC portatile da avere sempre con sé.

Samsung A9
Presentato poco fa da Samsung durante un evento ufficiale e disponibile solo da pochissimi giorni online, l’A9 promette di essere un vero e proprio must have per gli appassionati di fotografia, grazie ad una tecnologia mai vista prima. La tecnologia di cui stiamo parlando è quella che incrementa il numero di fotocamere presenti, portandolo a quattro che lavorano in contemporanea. Questo permette all’A9 di avere quattro obbiettivi che in sostanza lavorano su quattro campi diversi di immagine. La fotocamera principale da 24 MP con apertura F 1.7 lavora sugli scatti classici, al fianco di una con super zoom fino a 2x, apertura F 2.4, teleobbiettivo e risoluzione di 10 MP. Come se non bastasse ne abbiamo una terza ultra grandangolare con angolo di ripresa a 120 gradi, sensore da 8 MP ed apertura F 2.4. Chiude questo “cerchio magico” una fotocamera da 5 MP con apertura F 2.2 dedicata espressamente alla profondità di campo delle fotografie (Live Focus). Il Samsung A9 vanta uno schermo super AMOLED con risoluzione 2220×1080 pixels con diagonale di 6,3 pollici, 6 GB di RAM e 128 GB di memoria interna. A muovere i fili del “mostro” troviamo un SoC Snapdragon 660 alimentato da una batteria da 3.800 mAh. L’acquisto – almeno su carta – sembra caldamente consigliato a chi ama la fotografia, anche se come abbiamo avuto modo di vedere durante questo articolo, quasi tutti gli smartphone Samsung lo sono. 

Samsung Galaxy S10
La nuova serie di punta Samsung era forse la più attesa di sempre, anche perché quest’anno l’azienda orientale ha promesso di stupire i suoi appassionati clienti con ben tre modelli in circolazione. Avremo infatti S10 Plus, il top di gamma assoluto, che come gli altri due modelli verrà spinto da uno Snapdragon 8150, l’ultimo arrivato in casa Qualcomm. La memoria RAM sarà da 6 GB per tutte e tre le versioni, mentre la memoria interna è di due tagli principali, 128 o 256 GB, con possibilità di espansione. La vera sorpresa sarà lo schermo, che nella versione Lite (S10e) sarà leggermente più piccolo per abbassare i costi, ma in tutti e tre i modelli sarà un Super AMOLED con risoluzione Quad HD Plus. Prendendo spunto dalla serie A uscita recentemente, tutti e tre i modelli di S10 hanno tre obbiettivi. Affiancati al principale infatti ne troveremo uno grandangolare ed uno probabilmente con zoom ottico 2x per scatti incredibili secondo ciò che dice l’azienda. Samsung ha implementato anche una nuova modalità, chiamata Bright Night, che viene utilizzata solamente per gli scatti in notturna aumentando gli ISO della foto per un risultato eccellente. Non siamo ai livelli di Huawei P30 pro, ma ci siamo vicini. La versione Lite di S10 ha uno schermo più piccolo con la medesima risoluzione, solamente due obbiettivi sul retro, niente sensore di impronte sotto al display come i due modelli top di gamma, ma grazie alla presenza del medesimo SoC rimane invariata l’esperienza d’utilizzo quotidiana.

Serie A Samsung
L’aggiornamento tanto atteso della serie A, quella dei medio/alto gamma Samsung, è finalmente arrivato nei nostri store online e non. Samsung nella prima metà del 2019 ha lanciato sul mercato ben 4 modelli quest’anno “serie A”. Avrebbero dovuto chiamarsi A40, A50, A70 ed A90. Quest’ultimo è poi diventato – almeno per il mercato italiano – l’A80. Quale comprare? Beh, dipende! L’A50 è appena stato rilasciato ed è un probabile best buy del 2019. Qui lo trovate a poco più di 300 euro in vendita. Poi c’è A70 con una super batteria da 4400 mAh per una autonomia mai vista. Pare infatti che sarà questa la caratteristica principale su cui Samsung punterà per i suoi smartphone A. A70 va ad inserirsi come gli altri nella fascia che, attualmente, viene occupata da alcuni modelli di punta dello scorso anno come Mate 20 Lite. Il prezzo è di 450 euro su Amazon in media con i modelli più blasonati. Avremo anche un comparto fotografico degno di questo nome, riprendendo e rinnovando gli obbiettivi multipli già visti sui modelli 2018. E’ una serie davvero interessante, su cui Samsung punterà molto, visto che il bacino di utenza a cui si rivolge è decisamente il più ampio attualmente sul mercato.

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Quale Elephone comprare: Recensioni e opinioni sugli smartphone economici cinesi

Nasce a Shenzhen, Cina, metropoli sviluppatasi enormemente nel corso degli ultimi decenni. Per dare un’idea, a inizio ‘900 era un villaggio da 30.000 persone. Ora conta oltre 10 milioni di abitanti. Una nuova Silicon Valley, nella quale – oltre a Elephone – hanno sede multinazionali dell’hi-tech come Huawei, Doogee e Oukitel. Attualmente Elephone conta oltre 1000 dipendenti, distribuiti nei due principali dipartimenti dell’azienda: ricerca e sviluppo e quello ingegneristico. Hanno una decina di linee produttive e vendono oltre 10 milioni di prodotti in tutto il mondo. Il sito ufficiale non è disponibile in italiano ed è piuttosto avido di informazioni: tuttavia riesce a trasmettere fiducia e passione per il lavoro svolto. 

Essendo smartphone cinesi potrebbero presentarsi qualche difficoltà di compatibilità, con la banda e il sistema operativo. Gli esemplari qui segnalati, sono tutti “sbloccati per l’utilizzo a livello mondiale”, hanno il software in italiano, il Play Store attivo e così i vari servizi Google. E l’assistenza? Questione spinosa, perché Elephone ha politiche piuttosto oscure a riguardo. Sembra comunque che un servizio lo offra a livello europeo. In questa pagina dichiarano di aver attivato una collaborazione con i centri convenzionati Tomrepair e che effettueranno il ritiro dello smartphone da riparare, direttamente da casa vostra.

Riassumiamole velocemente: il design è il punto di forza, con scocche molto curate, forme stondate e materiali di pregio. Il sistema operativo è quasi Android Stock, perché contiene piccoli adattamenti alle versioni rilasciate da Google programmate da Mediatek. Il processore montato è quasi sempre Mediatek, a esclusione dell’Elephone U Pro, che vanta un Qualcomm Snapdragon 660 MSM8976 Plus. I display sono mediamente molto buoni e il flagship sfoggia addirittura la tecnologia AMOLED (come l’A8 di Samsung). Il reparto fotografico ha luci e ombre: buone le lenti, così come i sensori e la resa fotografica. Un po’ meno l’interfaccia software, molto povera anche sui modelli più recenti. In generale l’esperienza utente è molto positiva, ma ha creato qualche problema sugli smartphone meno recenti. Talvolta lo schermo si blocca e la batteria – non removibile – ha una vita molto breve.

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Intel e “ZombieLoad”: le patch potrebbero castrare le performance fino al 40%

Dopo aver superato le minacce Meltdown e Spectre comparse lo scorso anno, ieri è stata resa nota un’altra vulnerabilità, chiamata “ZombieLoad“, che affliggerebbe i processori Intel rilasciati dal 2011 ad oggi. Purtroppo c’è una pessima notizia: le patch per sistemare in maniera completa la falla potrebbe far diminuire del performance delle CPU del 40% nei casi peggiori.

L’exploit ZombieLoad (in gergo tecnico Microarchitectural Data Sampling) sfrutta 4 bug hardware che permettono di accedere a dati sensibili (come password) dopo aver sovraccaricato il processore con dei dati che non è in grado di interpretare.

Ma come si arriva al dato del 40%? Secondo un documento appena pubblicato da Apple, per fermare completamente ZombieLoad bisognerebbe disabilitare completamente la nota funzionalità di hyper-threading presente nei processori Intel. Questo porterebbe ad un calo fino al 40% delle performance in contesti di multitasking (dati forniti da test Apple).

Tuttavia, pare che questa non sia la strada che voglia essere intrapresa: per ora la maggior parte dei sistemi (Windows, macOS, Android, ecc) si sta aggiornando con delle patch che forniscono una protezione parziale. Apple, tuttavia, permette, agli utenti che lo richiedono, di disabilitare completamente l’hyper-threading tramite comandi da terminale (trovate tutto nel documento).

In tutto questo, Intel è molto ottimistica: nella pagina relativa alla falla, Intel stima un calo di performance del 3% senza disabilitare l’hyper-threading e dell’8-9% con protezione completa. In ogni caso, la stessa azienda spiega che non è necessario disabilitare l’hyper-threading in quanto dipende molto dal tipo di utilizzo. Voi lo farete?

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HP Omen X 2S, il laptop gaming dei sogni?

HP svela oggi un nuovo modello della sua linea gaming Omen. Il dispositivo in questione si chiama HP Omen X 2S e la sua principale peculiarità è da ricercarsi poco sopra la tastiera. Nella sezione che solitamente ospita tastiera, mousepad ed eventualmente prese di areazione, troviamo anche un secondo display!

Si tratta di uno schermo da 6 pollici full HD (1.920 x 1.080 pixel) che ci accompagnerà durante le nostre sessioni di gioco con un bel po’ di funzionalità. Banalmente può essere utilizzato per tenere sotto controllo le performance del PC, altrimenti può essere utilizzato per visualizzare i messaggi mentre effettuiamo lo streaming del gameplay su Twitch o YouTube. O ancora può essere utilizzato per aprire app quali Microsoft Edge o funzionare da tastierino numerico. E, dulcis in fundo, può effettuare il mirroring di determinate porzioni dello schermo: potreste ad esempio collocarci la minimappa o altre funzionalità del vostro gioco preferito.

Sotto il cofano troviamo ovviamente un hardware di tutto rispetto: processore Intel Core i9 di 9th generazione, fino a 32 GB di RAM, fino a 2 TB di SSD e una NVIDIA GeForce RTX 2080 con 8 GB di VRAM dedicata. Anche il display è al top: la risoluzione è quella classica, 1080p, ma è possibile scegliere refresh rate pari a 144 Hz o addirittura 240 Hz. Altrimenti potete optare per un pannello 4K a 60 Hz. Non manca ovviamente una tastiera RGB affiancata, letteralmente, da un touchpad in una configurazione che ricorda quella dello Zephyrus S di ASUS.

HP Omen X 2S debutterà alla fine di maggio ad un prezzo che parte dai 2.100$. Ci aspettiamo tra l’altro di trovare schede grafiche inferiori nella configurazione di partenza. Non sappiamo se sarà disponibile in Italia.

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Galaxy Fold non è morto: come Samsung intende risolvere i problemi al display

Il primo pieghevole di Samsung non ha avuto molta fortuna finora: Galaxy Fold è stato ufficialmente rimandato per i noti problemi al display e tutt’oggi aleggia lo spettro della cancellazione completa del dispositivo.

Le ultime informazioni emerse in rete sembrano puntare nella direzione opposta. Samsung avrebbe concepito due soluzioni per risolvere i problemi allo schermo flessibile: la pellicola verrebbe resa irremovibile, ancora non è noto con quale metodo, perché l’operazione di rimozione ha contribuito notevolmente ai problemi al display.

Inoltre, l’azienda ha pensato di ridurre lo spazio tra il display e la cerniera sede del piegamento: secondo molti pareri è stato questo aspetto a favorire l’accumulo di detriti sotto il pannello OLED flessibile.

Chiaramente non sappiamo secondo quali tecnologie Samsung intenda realizzare le nuove soluzioni ma queste sarebbero già in fase di test. Il nuovo lancio potrebbe anche avvenire il prossimo mese, si presume che Samsung non abbia ancora indicato una data ufficiale perché sta aspettando l’ufficializzazione di un nuovo brevetto relativo alle nuove soluzioni tecniche adottate.

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Miglior smartwatch – Maggio 2019

Scegliere uno smartwatch (che abbia Wear OS – ex Android Wear – o meno) può non essere affatto facile, anche giudicandoli in base al loro rapporto qualità prezzo. I vari smartwatch hanno infatti caratteristiche simili e si distinguono in molti quasi quasi unicamente per il design. 

Amazfit Bip
Realizzato da Huami (azienda controllata da Xiaomi, la stessa della Mi Band), questo Amazfit Bip è sicuramente una delle scelte più interessanti del panorama attuale. La batteria è “infinita”, lo schermo è sempre visibile e mostra tutte le notifiche. Certo non sarà bellissimo, ma per quello che costa rientra nella fascia di prezzo solitamente “dominata” dalle smartband.

TicWatch E (Express)
È lo smartwatch Wear OS più economico mai lanciato eppure riesce comunque a tenere testa alla concorrenza. La batteria è sempre il punto debole, ma comunque c’è chi fa peggio. Bello il display OLED e non manca neanche lo speaker per usarlo per rispondere alle telefonate e il GPS per le vostre attività di fitness all’aperto.

TicWatch S (Sport)
Le uniche differenze fra questo è il TicWatch E sono estetiche e di scelta dei materiali. Questo ha un design più sportivo e il cinturino, non removibile, in TPU invece che in silicone. Ma costa anche 50€ in più.

LG Watch Urbane
Nonostante LG sia quella che ha creduto di più nel progetto Wear OS nella fase iniziale della sua vita ad oggi l’ultimo modello immesso sul mercato e il non recentissimo Watch Urbane. Fra tutti i modelli elencati in questo articolo forse non è quello dal design più ispirato ma un suo vero punto di forza è l’essere abbastanza simile ad un vero orologio da polso.

>>>>>>>LG G Watch R W110, W150 Urbane Watch Batteria del BL-S3
>>>>>>>LG Watch Urbane 2nd Edition LTE Watc Batteria del BL-S6
>>>>>>>LG Watch Batteria del BL-S4

Misfit Vapor
Non offre più di altri concorrenti in questa lista (per esempio non ha il GPS), ma ha un design molto pulito e una scocca in acciaio molto bella e resistente. Uno dei punti di forza è poi indubbiamente il fatto di essere disponibile in varie colorazioni e con cinturini di varie tipologie.

Amazfit Verge
Verge è un prodotto estremamente interessante perché unisce la semplicità di Bip e la potenza e flessibilità di Stratos in un corpo più piccolo di quest’ultimo e sopratutto con un display AMOLED che non si era ancora mai visto su un orologio Amazfit.

Huawei Watch 2
Huawei Watch 2 è sicuramente uno degli smartwatch Wear OS più completi. Ha il GPS ed è l’unico ad avere una batteria che permetta di fare due giorni completi con una singola carica. Non sarà bello come il precedente Huwei Watch, visto il suo aspetto più sportivo, ma è comunque una delle scelte più interessanti (e care) del panorama Wear OS.

>>>>>>>Huawei Watch 2 410mAh 1ICP5/26/27 Batteria del HB512627ECW
>>>>>>>Huawei Watch Batteria del K1-G01

Samsung Gear Sport
L’ultimo smartwatch di Samsung è pensato principalmente per gli sportivi ma non si limita a loro. Il bellissimo display OLED farà “brillare” il suo schermo e vi permetterà di vedere, anche quando sarà in “standby”, sempre l’ora. Le notifiche sono poi molto complete e la navigazione tramite la ghiera girevole è praticamente un’esclusiva di questo modello.

>>>>>>>Samsung Gear Fit 2 Pro Sports Bands Batteria del EB-BR365FBE
>>>>>>>Samsung Gear S2 Classic S2 Batteria del EB-BR720ABE
>>>>>>>Samsung Gear S2 3G SM-R730 R730V R73 Batteria del EB-BR730ABE

Huawei Watch GT
Huawei Watch GT è un prodotto estremamente interessante perché offre alcune caratteristiche che insieme non troverete in nessun altro smartwatch. In particolar modo è l’unico orologio smart con un bellissimo display AMOLED e un’autonomia che può raggiungere le due settimane, con il controllo del battito sempre attivo. In più è molto completo per lo sport e si possono leggere le notifiche. Non si possono però installare app e non è possibile interagire con le notifiche.

Fitbit Versa
Non è dotato di GPS, ma per il resto questo Fitbit Versa è uno dei migliori sportwatch in circolazione, grazie anche all’autonomia che supera anche i 5 giorni, il bel display touch e l’estrema comodità al polso, essendo molto leggero e sottile. Può mostrare tutte le notifiche dello smartphone e integra varie funzionalità per il benessere, non strettamente legate al fitness.

Amazfit Stratos
Per quello che costa l’orologio di Huami (l’azienda che produce Amazfit Stratos) è un vero affare. Display sempre visibile, tre tasti fisici, tutte le notifiche disponibili e una autonomia decisamente sopra la media. Purtroppo il display potrebbe non piacere a tutti, ma se l’orologio vi serve principalmente per il fitness fateci un pensiero. Tenete però conto che la lingua italiana (o inglese) la dovrete installare voi.

Polar M600
Con questo dispositivo di Polar è la prima volta che Anroid Wear è stato utilizzato in un dispositivo che è prima uno smartband piuttosto che un vero e proprio smartwatch. M600 è un dispositivo dotato di GPS e cardiofrequenzimetro pensato prima di tutto per il fitness.

TicWatch Pro
L’idea è semplice ma geniale. Utilizzare due display per avere informazioni dettagliate (e gradevoli visivamente) durante l’utilizzo e allo stesso tempo avere l’orologio sempre visibile quasi senza alcun consumo. Le funzionalità sono le classiche degli altri smartwatch Wear OS. Non manca niente dal punto di vista della connettività: Bluetooth, Wi-Fi, GPS e NFC.

Samsung Galaxy Watch Active
In termini di funzionalità non è una rivoluzione e possiamo dire che è molto simile (anche nel software) al fratello Galaxy Watch e agli altri prodotti Tizen. È però decisamente più compatto degli altri smartwatch ed ha un design moderno e allo stesso semplice, perfetto quindi anche per il pubblico femminile o in generale per chi ha un polso piccolo.

Samsung Galaxy Watch
L’aggiornamento 2018 dell’orologio di Samsung è un prodotto molto interessante. È prima di tutto un bell’orologio e oltre ad avere un bel display e una ghiera girevole è anche uno dei pochi a poter garantire fino a 5 giorni di batteria con una singola carica. Decisamente niente male.

>>>>>>>Samsung Galaxy Watch R800 Batteria del EB-BR800ABU

Apple Watch series 4
Se avete un iPhone in realtà scegliere uno smartwatch diverso da un Apple Watch sarebbe una mossa molto azzardata. Non sembrerà un orologio classico ma è indubbio che Watch series 4 sia il miglior smartwatch in assoluto (che però ovviamente non è compatibile con Android). Le versioni disponibili sono tantissime, quindi occhi al prezzo che sale.

Casio WSD-F20
WSD-F20 è una buona evoluzione di WSD-F10, andando a correggere vari errori come per esempio l’assenza di GPS. Si tratta senza ombra di dubbio di un prodotto per soli escursionisti, ma a questi potrà offrire una interessante quantità di tool che un normale orologio da escursione non potrebbe dare, oltre a tutto quello che riguarda ovviamente un generico orologio Wear OS.

Montblanc Summit 2
Forse il miglior smartwatch Wear OS di Google in circolazione, seppure il prezzo è ovviamente da Montblanc. Si tratta di un orologio dotato (per la prima volta) della nuova piattaforma Snapdragon Wear 3100 ed è fra i più compatti in commercio, arrivando sempre e comunque a fine giornata, anche con il display sempre acceso. Il prezzo ovviamente è da Montblanc.

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Migliori MacBook,quale comprare?

I portatili di Apple sono riconosciuti globalmente come prodotti di grandi qualità, adatta a tantissimi tipo di utilizzo diversi. La bellezza del display, il feeling del trackpad e la piacevolezza della tastiera li rendono adatti per chi ama scrivere, per i lavori di grafica ed editing video, ma anche per chi vuole semplicemente navigare sul web o godersi qualche video in streaming. Tutti i modelli dispongono delle connettività Wi-Fi e Bluetooth, dunque sono compatibili con i tanti accessori messi a disposizione da Apple, ma soprattutto integrano l’ultima versione di macOS, che negli anni è diventato uno dei sistemi migliori per l’uso su notebook. Esistono principalmente tre varianti della linea MacBook, leggermente diversi per forma e peso, soprattutto nel caso delle versioni Pro, e spesso dotati di ottime possibilità di personalizzazione della configurazione hardware.

Il MacBook (senza altri suffissi) è l’essenza stessa dei portatili Apple. Rappresenta il prodotto più estremo dell’intera linea notebook, con soluzioni tecniche che lo rendono unico nel suo genere. Dotato di un display IPS da 12″ a risoluzione 2.304 x 1.440 pixel, è configurabile con processori Intel Core m3, i5 e i7 di settima generazione, 8/16 GB di RAM, 256/512 GB di archiviazione SSD, mentre la GPU integrata è una Intel HD Graphics 615. L’autonomia arriva fino a 10 ore e l’ampio trackpad integra il Force Touch. Oltre alle dimensioni super compatte, ci sono due aspetti che lo caratterizzano: la tastiera con meccanismo a farfalla, larga praticamente quanto la scocca, e la connettività estremamente ridotta, visto che sono presenti un’unica e sola porta USB-C 3.1 Gen 1 (utilizzabile per ricarica, uscita video e trasferimento dati) e un jack audio da 3,5 mm. Proprio per questo motivo, è difficile consigliarlo ai professionisti, che potrebbero trovare troppe limitazioni durante l’uso avanzato, ma è una buona scelta per utenti che non hanno troppe pretese e vogliono sfruttare la sua leggerezza (meno di 1 Kg) portandolo sempre nello zaino o nella borsa.

>>>>>>>>Apple MacBook Retina 12 inch A1534 2 batteria del portatile per A1705
>>>>>>>>Apple MacBook Retina 12 661-02267 A1 batteria del portatile per A1527

Restando in tema di dispositivi leggeri, non possiamo non citare il MacBook Air, che consigliamo di acquistare nella nuova versione 2018 aggiornata qualche mese fa. Lo schermo è leggermente più ampio rispetto al MacBook di cui abbiamo parlato qualche riga sopra, visto che parliamo di un IPS da 13,3″ con risoluzione 2.560 x 1.600 pixel. Anche in questo caso il trackpad integra il Force Touch ma è presente anche il Touch ID. La configurazione hardware prevede un processore Intel Core i5 di settima generazione, una GPU Intel UHD Graphics 617, 8/16 GB di RAM, 128/256/512 GB o anche 1,5 TB di archiviazione SSD. L’autonomia arriva fino a 12 ore e anche la connettività è più ampia, visto che sono presenti due porte USB-C con supporto Thunderbolt 3 e un jack audio da 3,5 mm. Il peso è di circa 1,25 kg. Anche in questo caso non si tratta di un vero prodotto per il lavoro intensivo, ma è già una buona scelta per blogger o per chi vuole viaggiare leggero, contando comunque su una buona macchina.

>>>>>>>>Apple Macbook Air 13 A1369 2011 & A1 batteria del portatile per A1405
>>>>>>>>Apple Macbook Air 13 Late 2010 MC503 batteria del portatile per A1369
>>>>>>>>Apple MacBook Air 13″ A1466(Mid 2013 batteria del portatile per A1496

Se volete un portatile che faccia sul serio e che possa trasformarsi in una vera workstation, dovete scegliere un MacBook Pro. Anche se il peso è più alto (si parte da 1,37 Kg) e può arrivare oltre i 2 Kg, questo modello vi darà tutto lo spazio e la potenza per fare tutto ciò che volete. Disponibile sia in versione da 13″ che da 15″, ci sono molte differenze tra le due versioni.

MacBook 13: Ha lo stesso display del nuovo Air, vale a dire un 13,3″ IPS con risoluzione 2.560 x 1.600 pixel, supporta processori Intel i5 e i7, GPU Intel Iris Plus Graphics 640/655, 8/16 GB di RAM, 128/256/512 GB di SSD. È disponibile sia con che senza Touch Bar.
MacBook 15: Il design è leggermente diverso, con due altoparlanti frontali più grandi ai lati della tastiera, uno schermo IPS da 15″ con risoluzione 2.880 x 1.800 pixel e Touch Bar obbligatoria. Per l’hardware è possibile scegliere processori Intel i7 e i9, GPU discreta Radeon Pro 555X/560X/Vega 16/Vega 20, 16/32 GB di RAM, 256/512 GB oppure 1/2/4 TB di SSD.

>>>>>>>>Apple 2008 MacBook Pro 15 inch Late batteria del portatile per A1281
>>>>>>>>Apple MacBook Pro 15″ Retina A1398 ( batteria del portatile per A1494
>>>>>>>>Apple MacBook Pro 13 inch A1706 2016 batteria del portatile per A1819

Tutte le versioni integrano un ampio trackpad con Force Touch, il Touch ID nella TouchBar (se presente), 4 porte USB-C con supporto Thunderbolt 3 (ma solo 2 USB-C sulla versione 13″ senza Touch Bar) e il jack cuffie da 3,5 mm. L’autonomia arriva fino a 10 ore. Se non vi spaventano le dimensioni, comunque mai troppo ingombranti, l’ampia capacità di personalizzazione secondo le proprie esigenze può accontentare tutti gli amanti del sistema macOS, da coloro che vogliono utilizzarlo sul divano a chi lo usa per lavoro, anche stressandolo con editing video, audio e foto, oppure con intensi carichi che mettono sotto torchio il suo hardware. Per le configurazioni più potenti il prezzo è, però, davvero molto alto.

>>>>>>>>Batteria Per Apple

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Miglior tablet Samsung economico

Questa sezione è dedicata a chi ha bisogno di un prodotto da utilizzare sul divano, prevalentemente per navigare sul web o guardare qualche video, senza particolari esigenze professionali. Se il prezzo fa la differenza, qui trovate una soluzione che può accontentare anche quelli che non vogliono spendere molto, ma per chi desidera un terminale più versatile è consigliabile dare un’occhiata alle altre categorie.

Samsung Galaxy Tab E
Il tablet Samsung più economico del lotto, anche se non tra i più recenti. Ha un display TFT da 9,6 pollici con risoluzione WXGA (1.280 x 800 pixel), presenta un hardware di fascia bassa con processore quad-core a 1,3 GHz, 1,5 GB di RAM e 8 GB di memoria interna espandibile. Le fotocamere hanno sensori da 5 MP sul retro e 2 MP sul fronte, la batteria è da 5.000 mAh e non mancano Wi-Fi a/b/g/n, Bluetooth 4.0 e GPS. Il design non è tra i più ispirati e il peso arriva a 490 grammi, ma non si può chiedere molto di più a questo prezzo. Quella che trovate nei link qui di seguito è la variante solo Wi-Fi, ma è disponibile anche quella con connettività cellulare 3G.

>>>>>>>>>Samsung Galaxy Tab E T560 T561 SM-T5 Batteria per EB-BT561ABE
>>>>>>>>>Samsung Galaxy Tab P1000 T849 331145 Batteria per SP4960C3A

Miglior tablet Samsung 7 pollici
I tablet da 7 pollici sono ancora oggi degli strumenti validi per utilizzi particolari, come ad esempio la navigazione web su schermi leggermente più estesi di quelli degli smartphone. Negli ultimi anni questa fascia è stata sempre più dimenticata, sia da Samsung che da altri produttori, per questo il prodotto che vi proponiamo non è tra i modelli più recenti, anche se sa ancora il fatto suo.

Samsung Galaxy Tab A (2016)
Molto simile al Tab E, sia come design che come hardware, questo Tab A (2016) si propone come una buona alternativa per la fascia bassa, soprattutto nella versione da 7 pollici, anche in questo caso a risoluzione WXGA (1.280 x 800 pixel). Al suo interno monta un SoC Qualcomm Snapdragon 410, 1,5 GB di RAM e 8 GB di memoria interna espandibile, ha una fotocamera posteriore da 5 MP e una frontale da 2 MP, integra una batteria da 4.000 mAh. Ci sono anche Wi-Fi a/b/g/n, Bluetooth 4.0 e GPS. È un dispositivo molto portatile, grazie ad un peso di circa 280 grammi, ed il costo della variante Wi-Fi non è male.

>>>>>>>>>Samsung GALAXY Tab A 7.0 T280 T285 S Batteria per EB-BT280ABE
>>>>>>>>>Samsung Galaxy Tab A 9.7 SM-T550 P55 Batteria per BT550ABE
>>>>>>>>>Samsung Galaxy Tab A2S 8.0 T385 T380 Batteria per EB-BT367ABA

Miglior tablet Samsung 8 pollici
Così come la fascia dei tablet da 7 pollici, anche quella degli 8 pollici sta subendo una piccola crisi d’identità in tempi recenti. Se cercate una tavoletta potente ma abbastanza compatta, potete rivolgervi verso i top gamma meno recenti, come quello proposto qui di seguito.

Samsung Galaxy Tab S2
Qui parliamo di un ex-top gamma, lanciato nel 2015 ma ancora molto interessante grazie alle buone caratteristiche tecniche. In particolare, a suscitare le vostre attenzioni può essere la variante più piccola, che prevede un display Super AMOLED da 8 pollici a risoluzione QHD (2.048 x 1.536 pixel). All’interno della scocca ci sono un SoC Exynos 5433, 3 GB di RAM, 32 GB di memoria interna espandibile e una batteria da 4.000 mAh. In questo caso vale la pena comprare la versione con connettività cellulare 4G LTE, che si unisce a Wi-Fi ac, Bluetooth 4.1 e GPS. C’è il lettore impronte sul tasto frontale e le fotocamere sono da 8 MP sul retro e 2,1 MP sul fronte.

>>>>>>>>>Samsung GALAXY Tab S 10.5 T800 T805C Batteria per EB-BT800FBC
>>>>>>>>>Samsung Galaxy TAB S2 9.7″ T810 T815 Batteria per EB-BT810ABE EB-BT810ABA
>>>>>>>>>Samsung GALAXY Tab S2 9.7′ T815C SM- Batteria per EB-BT810ABE

Miglior tablet Samsung 10 pollici
I tablet da 10 pollici o poco più sono quelli che hanno saputo guadagnarsi le maggiori attenzioni negli ultimi anni, grazie a schermi ampi e spesso di alta qualità. Anche nelle prossime sezioni troverete alcuni terminali con queste dimensioni, ma qui in basso vi consigliamo uno di quelli che fa del rapporto qualità-prezzo la sua arma migliore.

Samsung Galaxy Tab A (2018)
Un prodotto che ha tutte le carte in regola per essere un dispositivo tra i più versatili della gamma tablet Samsung. Lo schermo è un LCD TFT da 10,5 pollici, con risoluzione Full HD+ (1.920 x 1.200 pixel) e formato 16:10. Sotto al cofano troviamo il SoC Qualcomm Snapdragon 450, 3 GB di RAM, 32 GB di memoria interna espandibile e una batteria da 7.300 mAh, che assicura un’ottima autonomia. Le fotocamere sono da 8 MP sulla parte posteriore e 5 MP su quella anteriore. Segnaliamo anche la presenza di una porta USB-C per la ricarica, del supporto per Wi-Fi ac, Bluetooth 4.1 e GPS, e di 4 speaker Dolby Atmos. Attenzione al peso, che supera i 500 grammi. Disponibile nelle varianti con o senza connettività 4G LTE, anche in questo caso consigliamo la seconda.

>>>>>>>>>Samsung Tab A 10.1 2016 SM-T585C BT5 Batteria per BT585ABE

Samsung Galaxy Tab S5e
Bordi ridotti al minimo e un ampio display per apprezzare al meglio i contenuti multimediali. Galaxy Tab S5e è un tablet di fascia media con uno schermo SuperAMOLED da 10,5″ e un hardware di buon livello, in grado di soddisfare sia le esigenze relative all’intrattenimento che quelle degli utenti professionali. Le memorie sono da 4/6 GB per la RAM e da 64/128 GB per l’archiviazione interna, mentre la batteria è da 7.400 mAh. Da segnalare la presenza di ben 4 speaker audio, un lettore impronte sul lato e il supporto allo sblocco col volto. Può essere acquistato sia in versione solo Wi-Fi che con connettività Bluetooth, ma non è compresa un pennino in confezione.

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Come velocizzare Windows 10 disabilitando le app in background

Con Windows 10 il sistema operativo di Microsoft ha fatto un grosso passi in avanti sotto il profilo delle funzionalità e delle prestazioni. Ma con il passare degli anni gli aggiornamenti semestrali hanno peggiorato le performance di Windows 10. Quale è il motivo? Molto semplice. Microsoft ha rilasciato nuovi programmi e applicazioni che non hanno fatto altro che rallentare il sistema operativo. In molti casi si tratta di tool inutili e che restano attivi in background occupando la memoria del dispositivo.

Se si effettua un controllo sul PC si capirà ben presto quanto le app in background influiscono sul rallentamento di Windows 10. Il problema, infatti, è il numero di programmi attivi in background di cui l’utente nemmeno conosce l’esistenza. Sommando lo spazio occupato da ogni singola applicazione, si arriva al risultato finale che metà della potenza del PC Windows 10 è in mano a software inutili e che non abbiamo mai utilizzato. Fortunatamente Windows 10 permette agli utenti di gestire al meglio i processi attivi sul PC e disattivare le app in background che non utilizziamo: ecco come fare.

Come migliorare le performance del PC Windows 10
I programmi attivi in background su Windows 10 possono essere gestiti dall’utente tramite le impostazioni del sistema operativo. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice e che può essere effettuata da qualsiasi persona, anche da coloro che hanno poca esperienza con i computer.

Il primo passo da fare è cliccare sull’icona di Windows presente nella “Barra delle applicazioni“. Si aprirà il menù Start e si dovrà selezionare l’icona a forma di ingranaggio presente nella colonna di sinistra. A questo punto, si aprirà una nuova pagina e dovete cliccare sulla voce “Privacy” (si trova alla fine della lista). Si avrà accesso a una nuova sezione: tra le opzioni presenti nella colonna di sinistra selezionate “App in background” (si trova alla fine della lista). Siete arrivati quasi alla fine del lavoro: avete davanti ai vostri occhi tutti i programmi attivi in background sul vostro PC Windows 10.

Ora dovete controllare attentamente la lista e disattivare le applicazioni che non avete mai utilizzato. Ad esempio sono presenti alcuni videogame che sono stati aggiunti sul PC con i vari aggiornamenti di Windows 10: se non li avete mai aperti, disattivateli. Una volta completata l’operazione di pulizia, le performance del PC miglioreranno notevolmente.

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